Alcolismo di azioni della classe

Alcol tra giovanissimi, lo sballo e le sue conseguenze - Generazioni del 11/11/2015

La codificazione da alcool di chusovy

Alcolismo sommario : 1. Il vizio del bere. L'alcolismo: L''alcologia' moderna. Il vizio del bere a Le origini Molti frutti contengono dei succhi la cui fermentazione costituisce un fenomeno naturale: gli idrati di carbonio in essi presenti si trasformano, sotto l'azione di un enzima contenuto in un microrganismo, in alcol etilico. Una noce di cocco lasciata aperta sulla spiaggia fermenta in poco tempo. Tutti i popoli del mondo hanno cominciato quindi assai presto a festeggiare i matrimoni e le nascite, a esaltare le loro vittorie o a piangere le loro sconfitte con cerimonie in cui una bevanda alcolica bevuta in comune stimolava la gioia e il pianto fino all'ubriachezza.

L' Estremo Oriente ha fatto fermentare il riso, la Mesopotamia ha prodotto con l'orzo una birra che veniva venduta in locali sottoposti da Hammurabi a rigidi regolamenti. Il mondo mediterraneo ha imparato dal a. La Grecia antica ha divinizzato Dionisochiamato anche Bacco, il quale le avrebbe insegnato quest'arte. Dioniso divenne il dio della gioia, dell'esuberanza, della danza in comune, dell'ebbrezza che trasforma l'uomo, abbellisce la sua vita e fa di lui un eroe; Apollo, al contrario, personificava la riflessione, l'intelligenza, la sensibilità sottomessa al ragionamento, che guida la creazione artistica.

Nell'uomo vive il dualismo Apollo-Dioniso. Tutti i banchetti conviviali erano accompagnati in Grecia da abbondanti libagioni e i discorsi che vi si svolgevano non avevano tutti l'alto valore filosofico del Simposio di Platone. Anche a Roma si beveva molto, sia durante la Repubblica che durante l'Impero; negli annali non mancano imperatori e generali ubriachi.

Si sa invece che tutti i popoli consumavano alcolismo di azioni della classe fermentate: i Galli erano noti per la cervogia, i Germani diffusero con le invasioni la birra in tutta Europamentre, allo stesso tempo, scoprivano le delizie del vino.

I Romani furono i grandi diffusori della coltura della vite: la trapiantarono nei Balcaninell'Africa settentrionale, in Gallia e perfino al nord, lungo il Reno e la Mosellae nell'attuale Inghilterra. L'Alto Medioevo è caratterizzato da questo straordinario sviluppo; tutti i proprietari terrieri volevano possedere una vigna e l'esempio veniva dalla Chiesa.

Il fabbisogno per l'eucarestia non giustifica da solo questo alcolismo di azioni della classe della Chiesa per le vigne: in realtà questa coltura dava una buona rendita e arricchiva facilmente, in quanto il vino restava un prodotto costoso, riservato a una clientela facoltosa.

Questo prodotto incolore, che assomiglia all'acqua, capace di ridare la gioia ai tristi e le energie agli stanchi, fu dapprima considerato come un medicinale e chiamato acquavite. All'interno delle proprie frontiere, le autorità organizzarono l'imposizione fiscale per ciascun barile di vino o di birra, sia a partire dalla produzione, sia poi per la circolazione, con dazi riscossi all'ingresso delle città, sia infine per la vendita al dettaglio, con una sorveglianza meticolosa dei locali appositi, la cui diffusione era incoraggiata.

Alle frontiere le dogane sorvegliavano l'entrata delle bevande straniere, o gravandole di imposte con il protezionismo, allo scopo di favorire le bevande del posto, o favorendone l'importazione per aumentare gli introiti. L'introduzione sul territorio nazionale di bevande inebrianti venute da fuori dimostra l''ostilità' dello straniero, perché l''ubriaco' è sempre l'altro, il paese vicino o la classe sociale diversa: questo atteggiamento è universale e destinato a durare ancora per molto tempo.

Proprio per questo la lotta contro l'ubriachezza divenne uno dei temi di predicazione nelle chiese, ma è importante rilevare che essa venne affrontata prima nelle confessioni protestanti, in particolare con l'inizio dell'azione di John Wesley e dei metodisti nel XVIII secolo. La spiegazione di questa differenza di atteggiamento non deve essere ricercata nella geografia della vite, in quanto anche alcuni protestanti la coltivavano, ma piuttosto in una opposta concezione della gioia e del peccato.

Poiché il bere è un piacere, deve essere bandito allo stesso titolo del gioco o della danza: rappresenta un'offesa a Dio. Il cattolicesimo è invece più indulgente e anche se l'intemperanza e la gola costituiscono dei peccati capitali, è stato necessario attendere la fine del XIX secolo perché, per esempio, in Francia i preti facessero dell'ubriachezza un argomento di predica.

Forte della sua autorità, egli diffuse l'idea che numerosi disturbi mentali fossero dovuti all'abuso di bevande forti e che i bevitori incalliti dovessero essere sottoposti a trattamenti idonei in istituti specializzati.

Per venire loro in aiuto, alcuni benefattori si associarono allo scopo di sovvenzionare delle case di cura e alcolismo di azioni della classe sostenere una propaganda contro gli alcolici. Prima negli Stati Uniti e poi in Gran Bretagna vennero fondate delle alcolismo di azioni della classe della temperanza': alcune ebbero vita breve, altre hanno continuato a sopravvivere fino ai nostri giorni, tra cambiamenti di nome, delle modalità di reclutamento e dei metodi.

L'aiuto ai bevitori si rivelava tanto più necessario in quanto questi sembravano provenire quasi soltanto dalle classi più povere della società. L'industrializzazione nascente dell'Europa aveva riunito attorno alle miniere, alle acciaierie e alle filande una popolazione operaia male alloggiata, poco pagata, insufficientemente nutrita, che soffriva per l'ignoranza, la sporcizia e la promiscuità.

Era in questi ambienti sfortunati che i medici trovavano la maggior parte dei loro malati, e per molto tempo si dovette constatare che tra miseria e ubriachezza si creavano sinistri rapporti reciproci. L'alcolismo: a L'alcolista è un malato Preti, medici, statisti vedevano moltiplicarsi intorno a loro i danni dell'intemperanza e riservavano ai bevitori considerazioni diverse, quando fu pubblicato, nel in svedese e nel in tedesco, lo studio di Magnus Huss, medico in un grande ospedale di Stoccolma.

Coniando l'espressione "alcolismo cronico", egli faceva rientrare il fenomeno dell'ubriachezza nel campo della medicina, considerandola come una delle forme conosciute di intossicazione, per esempio come il saturnismo dovuto al piombo o l'ergotismo causato dallo sclerozio di un parassita della segale.

Da viziosi essi diventarono dei malati, degni di compassione e bisognosi di essere curati come gli altri malati. Lo studio di Huss fu rapidamente conosciuto e apprezzato in tutta Europa e l'' 'alcolismo ' divenne oggetto di preoccupazione per i medici, i moralisti e i governanti.

Fatto curioso: il termine fu adottato negli Stati Uniti soltanto mezzo secolo più tardi. L'alienista francese B. Morel propose questo concetto in un libro pubblicato nel egli non dava mai una definizione precisa del degenerato, ma considerava tali tutte le persone che, in una società, hanno un comportamento mentale o sociale, o un aspetto fisico, al di fuori della norma di questa società.

Da allora il mondo occidentale ha scoperto degenerati ovunque: i malati mentali gravi come le persone con piccole nevrosi, i cerebrolesi, i criminali e i balbuzienti, come pure i portatori di anomalie fisiche anche minime: fronte bassa, lobo dell'orecchio attaccato, polidattilia, erano tutti segni inequivocabili di degenerazione; naturalmente gli alcolisti appartenevano a questo gruppo di infelici.

Questa teoria non si limitava a classificare determinate persone, ma consentiva anche una previsione, in quanto affermava che i degenerati avevano spesso genitori e figli degenerati: pertanto l'alcolismo era ereditario e l'alcolista alcolismo di azioni della classe da genitori alcolisti avrebbe messo al mondo figli degenerati.

Questa dottrina pessimistica era accompagnata anche da considerazioni di carattere sociale. L'alcolista diventava inevitabilmente un criminale: a causa delle sue sregolatezze rovinava la propria famiglia, dava ai figli un esempio deplorevole e si rivelava inadatto ad allevarli, nutrirli, vestirli decentemente, oppure non alcolismo di azioni della classe ad abbandonarli; cedendo alle inclinazioni più disdicevoli egli attentava in ogni momento ai buoni costumi.

Incapace di disciplina si ribellava contro l'ordine stabilito, non ammetteva l'autorità dei suoi superiori naturali, capisquadra, padroni, ufficiali: l'alcolismo era responsabile della pigrizia, degli scioperi, delle rivolte, delle guerre civili, delle disfatte militari. Nella maggior parte dei paesi occidentali vennero attribuite alla degenerazione e all'alcolismo degli operai e dei soldati le alcolismo di azioni della classe economiche di imprese la cui gestione era stata avventurosa: per esempio, la disfatta di alcuni reggimenti durante la guerra civile negli Stati Uniti, la tragedia francese della Comune, la sconfitta dei Russi in Estremo Oriente nel I degenerati alcolisti, inoltre, trasmettendo la loro tara ai figli, costituivano anche una minaccia per la purezza alcolismo di azioni della classe razza.

Per questo motivo paesi d'immigrazione, come il Canada e gli Stati Uniti, presero provvedimenti per impedirne l'ingresso attraverso una severa selezione: gli ubriaconi non costituivano una buona manodopera e curarli comportava delle spese per la comunità. D'altra parte gli alcolisti erano oggetto in Europa di due rimproveri di segno opposto: secondo alcuni la loro intemperanza in tutti i campi alcolismo di azioni della classe induceva a fare troppi figli di 'cattiva qualità', secondo altri la disgregazione della famiglia faceva diminuire il numero dei figli e l'alcol minacciava quindi la crescita demografica della nazione.

Questo elemento di minaccia alla vita della patria venne particolarmente utilizzato in Francia tra la guerra del e quella delin quanto la natalità francese era effettivamente inferiore a quella della Germania. Hanot e Gilbert esaminarono in dettaglio i diversi danni epatici legati a un consumo eccessivo di alcolici; S. Korsakov descrisse dei alcolismo di azioni della classe disturbi della memoria collegati a debolezze del sistema nervoso degli arti nell'alcolismo cronico; É.

La medicina credette anche di individuare una pericolosa associazione tra alcolismo e tubercolosi. Alla fine del XIX secolo vi era in Europa una vera epidemia di questa alcolismo di azioni della classe contagiosa e si riteneva che gli alcolisti, denutriti e predisposti al contagio, fossero delle vittime designate per il bacillo di Koch, che era stato da poco scoperto. Nei sanatori, che si continuarono a costruire fino alla metà del XX secolo, i medici constatavano che gli alcolisti, malati capricciosi, si curavano male e che le loro lesioni non rispondevano alle terapie abituali.

Medicina e morale si associarono per denunciare una triste realtà sociale: gli alcolisti popolavano gli ospedali perché erano malati e poveri, alcolismo e miseria si legavano reciprocamente in un alcolismo di azioni della classe vizioso al quale le classi inferiori, che venivano definite 'pericolose', non potevano sfuggire. Tanto meglio si comprendono quindi le preoccupazioni, che si manifestavano in modi diversi, per il fatto che gli ultimi decenni del XIX secolo furono periodi di notevole consumo di bevande alcoliche in tutto il mondo occidentale.

In Francia lo sviluppo della rete ferroviaria permise la vendita del vino in regioni che prima non lo conoscevano. Due malattie parassitarie della vite fecero diminuire per alcuni anni la produzione dei vigneti; di conseguenza si accrebbe il consumo delle acquaviti, ma quando i raccolti d'uva tornarono al livello precedente le grappe e i alcolismo di azioni della classe non videro diminuire il loro successo, cosicché le bevande distillate alcolismo di azioni della classe aggiunsero a quelle fermentate.

Nell'Europa centrale alcune innovazioni nella fabbricazione della birra permisero lo sviluppo delle alcolismo di azioni della classe industriali. Gli immigrati tedeschi installarono degli impianti in varie zone degli Stati Uniti, fornendo una nuova bevanda ai pionieri dell'Ovest, mentre il dissodamento avanzava parallelamente alle ferrovie e grazie al whisky.

In Africa e in Asia la colonizzazione francese, inglese, tedesca e olandese diffuse in nuovi paesi le bevande alcoliche europee, che vennero ad aggiungersi a quelle prodotte dagli indigeni. Le stime retrospettive fanno ritenere che in quest'epoca, a parità di popolazione, l'alcolizzazione del mondo fosse superiore a quella di cent'anni dopo. Le donne pregavano in coro inginocchiate nel fango di fronte ai bar, con la Bibbia in mano. Alla fine del alcolismo di azioni della classe, mentre il loro ardore non si placava, si videro gruppi di madri di famiglia arrivare al saccheggio dei locali dove si bevevano alcolici.

I due grandi partiti che si alternavano al potere non optarono mai per una proibizione radicale e i medici americani erano in maggioranza contrari a una misura di questo tipo. Numerosi Stati dell'Unione, tuttavia, all'inizio del XX secolo si pronunciarono per un regime 'secco', imitati da molte province del Canada; l'entrata in guerra degli Stati Uniti nel diede all'antialcolismo un fervore patriottico, cosicché neldurante la presidenza Wilson, fu votato un emendamento alla Costituzione che proibiva la fabbricazione, il commercio e l'importazione di bevande con una gradazione superiore ai cinque gradi di alcol etilico.

Per alcuni anni questa proibizione ebbe effetti benefici: venne registrata una diminuzione dei consumi e delle malattie legate all'alcol. Anche le leghe come la WCTU persero adesioni, mentre lo zelo dei militanti si spegneva. Per soddisfare la domanda proveniente da tutti gli ambienti sociali si stabilirono delle connivenze con le dogane, le forze di polizia, le amministrazioni, determinando corruzione, prevaricazioni, criminalità.

Ben presto venne creata una Alcolismo di azioni della classe antiproibizionista, che nelsotto la presidenza di F.

Roosevelt, ottenne la cancellazione del provvedimento. Gli Stati ebbero quindi la possibilità di adottare regolamentazioni di tipo diverso, più o meno 'secche' o 'bagnate'.

Le province del Canada hanno oggi forme di regolamentazione simili. Anche alcune città inglesi tentarono questa strada, ma poi dovettero rinunciare. A ogni abitante venne fornito un libretto sul quale il venditore di bevande, alcolismo di azioni della classe operava per conto di un ente nazionalizzato, registrava gli acquisti effettuati. Inoltre la vendita era razionata: gli uomini sposati avevano diritto a una determinata quantità mensile di alcol, gli scapoli e le donne nubili a una quantità inferiore, mentre le donne sposate non avevano diritto di acquistare alcolici.

I due esempi svedesi dimostrano che né alcolismo di azioni della classe proibizione totale, né il razionamento individuale sono sistemi di facile gestione o accettati alcolismo di azioni della classe popolazione.

In ogni caso, con l'eccezione alcolismo di azioni della classe Belgionessun grande paese europeo ha osato intraprendere soluzioni di questo tipo.

Nei villaggi i pope si rifiutavano di fare prediche contro gli alcolici, a causa della loro stessa inclinazione al bere. In piena guerra mondiale Nicola II ritenne opportuno proibire la vendita di vodka sul territorio dell'impero; con il risultato di non essere obbedito. Neppure Lenin ebbe più successo quando volle proibire l'ingresso nel Partito comunista ai bevitori incalliti.

Poiché si riteneva che l'alcolismo fosse diffuso soprattutto tra le classi inferiori, proprio a queste si rivolse in primo luogo l'attenzione delle società di temperanza, le quali diffusero la loro propaganda nelle scuole, con libri e manifesti, e tra le reclute.

Intanto, in alcuni ambienti professionali si cominciavano a creare delle associazioni di lavoratori: tra i metallurgici, nelle poste, nelle ferrovie, tra gli insegnanti, ecc. Questo fenomeno si registrava soprattutto nei paesi europei, dove la grande industria veniva creando le maggiori concentrazioni operaie: Germania, Francia, Gran Bretagna.

In Francia un largo dibattito sull'antialcolismo, promosso dal Partito socialista, fu ben accolto da alcuni, ma fu considerato da altri una vergognosa diversione escogitata dai datori di lavoro per contrastare la lotta per migliori condizioni di lavoro e spegnere l'ardore rivoluzionario dei militanti.

Tornata la pace, questa volontà venne meno. Durante il periodo compreso tra le due guerre vennero riaperti i locali per lo smercio degli alcolici e venne nuovamente autorizzata la vendita dell'anisetta.

Si ammise anche che il concetto di degenerazione, su cui si erano costruite delle teorie mediche e sociali, non aveva in realtà alcun supporto scientifico: in pochi anni il termine scomparve dall'uso.

Uno degli esperti americani del settore, E. Fouquet, in Francia, propose a sua volta delle categorie che s'accordavano meglio con i casi che aveva in cura. Queste classificazioni, tuttora utilizzate, hanno le loro carenze: non esauriscono la totalità dei casi clinici, data la loro varietà, e inoltre certi alcolisti possono appartenere contemporaneamente a due classi diverse o passare dall'una all'altra, durante la loro vita, a seconda delle loro abitudini.

Alcuni consumano alcolici in eccesso perché condizionati dal loro ambiente; altri bevono soltanto in alcune occasioni sociali; altri ancora sono effettivamente schiavi dell'etanolo e pronti a ingerire qualsiasi liquido che ne contenga: questo concetto di dipendenza è un elemento capitale della nuova alcologia.

I nuovi procedimenti d'indagine diagnostica hanno rivelato delle atrofie cerebrali e cerebellari sconosciute fino a quel momento; sono state anche individuate lesioni del nervo ottico e del pancreas, ed è stato possibile collegare al consumo d'alcol durante la gravidanza l'insorgere di malformazioni dell'embrione e del feto.

Proseguono gli studi per precisare il ruolo innegabile dell'alcol nell'insorgere delle malattie cardiovascolari o almeno nel loro aggravarsi.

In campo psichico i medici sanno oggi distinguere meglio i disturbi mentali dovuti all'alcol da quelli che sono solo evidenziati o aggravati dall'intossicazione alcolica cronica, distinzione necessaria in quanto il trattamento non è lo stesso nei diversi casi.

Il perfezionamento dei metodi diagnostici non solo si è dimostrato vantaggioso per la terapia delle lesioni accertate, ma ha permesso anche di rivelare stati alcolismo di azioni della classe alcolica che non avevano ancora dato luogo a disturbi evidenti, neppure agli occhi degli stessi soggetti.

In Francia, durante gli anni sessanta, il dottor Le Gô, che aveva in esame i lavoratori delle ferrovie, mise a punto una scala di gravità che, attraverso un esame clinico attento, permette di rivelare alcolismo di azioni della classe anche se non vi sono ancora sintomi funzionali accertati.

Poco dopo vennero messi a punto test alcolismo di azioni della classe più precisi: il dosaggio della gamma-glutammi-ltransferasi, dell'immunoglobulina A, della transferrina, lo studio del volume globulare medio, l'evoluzione simultanea dei tassi di zucchero, di acido urico e dei trigliceridi, ecc.

La diagnosi di alcolismo a uno stadio infraclinico ha confermato quanto l'empiria lasciava supporre: i diversi soggetti non oppongono tutti un'eguale resistenza all'etanolo, in quanto ogni organismo lo metabolizza in modo diverso.