Alcolismo di centro di riabilitazione Kostroma

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Al loro arrivo corrispose una alcolismo di centro di riabilitazione Kostroma emigrazione musulmana. Meno della metà dei trasferiti sarebbe arrivata a destinazione,gli altri non sopravvissero alla marcia forzata. È significativo che delle guerre di epoca napoleonica solo quella tra gli imperi zarista e ottomano produsse limitati spostamenti forzati di popolazione,basati su discriminanti religiose.

Le migrazioni successive alla guerra di Crimea costituirono un momento di transazione molto importante nella storia delle migrazioni forzate e delle politiche di popolazione in Europa. Gli eventi immediatamente successivi al conflitto rappresentano uno spartiacque per le modalità dei trasferimenti,per la loro scala in termini numerici alcolismo di centro di riabilitazione Kostroma perché la guerra mise in moto,nella regione del Mar Nero tra i Balcani e il Caucaso,una catena di migrazioni forzate destinata a protrarsi fino alla prima guerra mondiale e ancora più avanti.

La migrazione dei tatari dalla Crimea fu indotta dalle violenze e dalle discriminazioni a opera dei comandanti militari sul terreno,ma non da una coerente politica di espulsione,che invece venne applicata nel caso dei circassi,intrecciandosi con politiche di colonizzazione agraria tipiche degli imperi a-nazionali.

Poco dopo a Eupatoria e Perekop ci furono delle sollevazioni. Inoltre,unità di discendenti tatari crimeani emigrati combatterono in Crimea nei ranghi ottomani. Entro il già più di mila tatari erano emigrati,altri 90 mila li seguirono nel decennio successivo. In tutto si svuotarono villaggi. I villaggi e le terre dei tatari crimeani furono occupati da coloni greci,tedeschi,cechi,estoni. Più di villaggi furono riempiti da persone trasferitesi dai territori della Bessarabia persi durante la guerra.

La migrazione dei tatari non fu sempre definitiva. Le autorità zariste inizialmente non accolsero le loro richieste,ma già nel giugno una riunione del Consiglio dei alcolismo di centro di riabilitazione Kostroma a San Pietroburgo deliberava che in merito alla questione se accordare permessi ai tatari che sono partiti,il consiglio non nega che il loro ritorno potrebbe essere,fino a un certo punto,utile,a condizione che sia portato avanti con estrema cautela.

Molti altri poterono continuare ad andare e venire tra le due sponde del Mar Nero. Petizioni uguali e contrarie nel frattempo inviavano al sultano i suoi ex sudditi bulgari che a migliaia si erano trasferiti nelle terre lasciate libere dai crimeani. Alcolismo di centro di riabilitazione Kostroma 12 mila si stabilirono nella penisole,ma poco dopo la metà di loro era morta di malattia o aveva abbandonato la terra su cui erano stati insediati.

Cinque imbarcazioni furono inviate dal sultano per riportare i bulgari in patria: vennero sbarcati sul medio corso del Danubio. Altre navi riportarono indietro altri bulgari circa nei mesi successivi,nella Dobrugia del nord e in Bulgaria. I contadini circassi erano divise in due categorie di coltivatori liberi e una di schiavi; i contadini liberi erano legati da obblighi consuetudinari che dovevano essere resi agli aristocratici. Gli amministratori zaristi avevano sviluppato categorie che semplificavano la mappa etnografica delle popolazioni a loro sottoposte.

La pratica della deportazione su piccola scala era comune nel Caucaso del nord fin dai primi anni della conquista zarista. Nella maggior parte dei casi i militari zaristi costrinsero gruppi di montanari a trasferirsi in pianura,per poterli controllare più agevolmente. Solo sotto il generale Ermolov,la direzione degli spostamenti fu invertita. Egli espulse i ceceni dal territorio tra i fiumi Terek e Sunza,spingendoli di nuovo verso le montagne.

La gestione militare zarista delle popolazioni nord-caucasiche consisteva invece nel costruire,dopo la repressione,linee fortificate,rese sicure dalla colonizzazione militare da parte di cosacchi ed ex soldati. Oltre alla rimozione della popolazione da valli e vie di comunicazioni strategiche,e al trasferimento di intere comunità al di qua delle linee militari fortificate,in alcuni casi si procedette anche alla deportazione di villaggi al di là dei confini della regione,sia verso aree interne della Russia sia in direzione opposta,verso la Transcaucasia.

Nei tre decenni della guerra caucasica i militari avevano elaborato numerosi progetti che comportavano la deportazione sistematica dei montanari verso le pianure e la colonizzazione delle aree alcolismo di centro di riabilitazione Kostroma con elementi fidati.

Fu solo dopo la alcolismo di centro di riabilitazione Kostroma in Crimea e la vittoria su Shamil che vennero messi in atto piani di deportazione su vasta scala. Durante la guerra gli alleati avevano usato nobili circassi espatriati per cercare di fomentare una rivolta tra la popolazione del Caucaso nordoccidentale. Gli ottomani avevano organizzato una consistente spedizione navale nel maggio ,con 22 navi che avrebbero dovuto sbarcare armi,munizioni e istruttori militari per far sollevare i circassi,in un momento in cui i russi avevano abbandonato la difesa della costa.

Il fatto che le politiche di espulsione fossero attuate solo nei confronti dei circassi e non nei confronti dei ceceni e daghestani,è probabilmente legato a questa circostanza. I circassi dovevano essere divisi fra tribù di differente pericolosità: le più pericolose avrebbero dovuto essere espulse oltrefrontiera.

Nella regione,fra il e il ,furono costruiti 83 nuovi insediamenti cosacchi. Dana Sherry,in base alla corrispondenza tra alti ufficiali nel e ,stima che a lasciare il Caucaso tra il e il furono mila circassi,mentre tra i 74 mila e i mila circassi furono trasferiti nelle pianure e controllati da una rete di insediamenti cosacchi. La storiografia è divisa sul grado di premeditazione delle espulsioni,ovvero in quale misura i militari zaristi avessero previsto che la stragrande maggioranza dei circassi sarebbe emigrata.

Nelle previsioni di Evdokimov e dei generali Zaristi,la maggioranza si sarebbe sistemata nelle pianure,mentre sarebbe emigrata la minoranza costituita dalle tribù non sottomesse. Irma Kreiten ha sostenuto una posizione opposta e per alcuni aspetti più convincente. I gruppi furono rimossi manu militari dalle aree abitate e scortati in convogli verso la costa. Nel settembre furono emanate direttive che limitavano la possibilità di fare ritorno. La stessa colonizzazione delle terre svuotate dai circassi doveva essere affidata a differenti elementi etnici,non solo ai russi.

Per un corretto e completo sviluppo economico della regione,la presenza di gruppi con differenti specializzazioni economiche era ritenuta essenziale. La colonizzazione ebbe le caratteristiche tipiche di quelle degli imperi agrari a-nazionali.

Negli stessi villaggi si trovarono infatti coloni immigrati volontariamente nella regione,altri inviati dalle proprie comunità cittadine,altri che erano veri e propri coloni penali.

Tifo e vaiolo mietevano centinaia di vittime al giorno nei campi organizzati dalle autorità per alloggiare i trasferiti. Per ovviare ai problemi di sovraffollamenti dei porti anatolici,decine di migliaia di circassi furono inviati nella capitale,che a sua volta fece molta fatica ad accogliere le ingenti masse di profughi. Nel solo periodo tra metà settembre e metà novembre si riversarono a Istanbul 14 mila emigranti.

Nonostante gli sforzi ottomani si concentrassero soprattutto nel Caucaso nordoccidentale,nel ancora una alcolismo di centro di riabilitazione Kostroma la più forte sollevazione si ebbe tra i ceceni.

Il ritorno in patria fu più difficoltoso per i pochi nord-caucasici occidentali che lo tentarono,rispetto ai alcolismo di centro di riabilitazione Kostroma crimeani. Il più massiccio era stato la grande migrazione serba dei decenni tra gli anni 90 del e la fine del secolo successivo. Secondo alcune fonti alcolismo di centro di riabilitazione Kostroma anni 90 del circa 40mila famiglie erano fuggite nella Vojvodina asburgica temendo rappresaglie ottomane dopo che il patriarca serbo-ortodosso aveva appoggiato gli Asburgo nella campagna antiottomana.

Tuttavia,sebbene lo spostamento fosse dettato dalla paura della violenza militare ottomana,non fu organizzato da uno stato,né da quello asburgico né da quello ottomano. In questo processo ebbe un ruolo maggiore la mobilitazione contadina contro lo stato ottomano o contro gruppi di notabili e di militari che se ne arrogarono le funzioni in periferia. Più che una serie di rivolte nazionaliste,i disordini che portarono alla fine della Rumelia ottomana furono sollevazioni contadine nei confronti del sultano,indirizzate verso i rappresentanti dello stato ottomano e contro i proprietari terrieri musulmani che rappresentavano lo strato sociale dominante.

Questi tre aspetti erano collegati nella loro genesi: secondo Marco Dogo furono le sommosse agrarie a suggerire agli intellettuali il modello politicamente vincente: insurrezione,repressione con atrocità,informazione e coinvolgimento europeo con conseguenti guerre di liberazione dei popoli cristiani condotte dalle potenze contro la Sublime Porta.

In molte zone della penisola la stratificazione sociale corrispondeva a quella linguistica e religiosa,dal momento che la conquista e la dominazione ottomana aveva sostituito gli strati agrari dominanti alcolismo di centro di riabilitazione Kostroma popolazioni cristiane autoctone con amministratori alcolismo di centro di riabilitazione Kostroma possidenti terrieri fedeli a Istanbul.

I turco foni erano circa un quinto della popolazione totale dei musulmani balcanici. La rivolta era guidata dai notabili cristiani e dai capi dei villaggi che tradizionalmente avevano riscosso le tasse e non fu dunque una vera e propria sollevazione contadina.

Per i 20 mila musulmani rimasti in Serbia,vigeva una sorta di extraterritorialità,in quanto erano a tutti alcolismo di centro di riabilitazione Kostroma effetti sudditi ottomani,soggetti alla giurisdizione ottomana e circondati da mezzo milione di serbi nelle campagne.

Quando alcune di queste roccaforti furono conquistate dagli insorti,la popolazione musulmana venne massacrata,insieme a quella ebraica. La siccità e le inondazioni che avevano provocato una grande carestia in Anatolia nel ,insieme alla crisi del debito causata dal crollo dei mercati finanziari europei del ,costrinsero la Sublime Porta a dichiarare bancarotta e ad aumentare la pressione fiscale nelle terre balcaniche,non colpite dalla carestia.

Contemporaneamente,la rivolta si estese alla Bulgaria: alcolismo di centro di riabilitazione Kostroma 4 diverse sollevazioni organizzate dal gruppo di alcolismo di centro di riabilitazione Kostroma politici bulgari fallirono del tutto,non riuscendo a mettere alcolismo di centro di riabilitazione Kostroma pericolo il controllo ottomano del territorio,ma furono la scintilla che diede il via a violenze e a uccisioni di musulmani nelle campagne secondo alcune stime ben 10 mila contadini musulmani vennero massacrati.

Gli irregolari musulmani risposero con ulteriori atrocità,e dopo un anno erano stati uccisi tra i 12 mila e i 15 mila cristiani.

La vita dei coltivatori bulgari era resa estremamente difficile da condizioni di insicurezza amministrativa e materiale alcolismo di centro di riabilitazione Kostroma da un alcolismo di centro di riabilitazione Kostroma fiscale disincentivante.

Per la maggioranza della popolazione bulgara,in prevalenza rurale,la controparte non era un ceto di ricchi proprietari fondiari ma lo stato ottomano,e quei settori della popolazione legati allo stato da lealtà politica e affinità religiosa. Rivoluzione contadina e fine del dominio ottomano furono sinonimi nelle terre bulgare.

Le politiche zariste nei confronti dei tatari e circassi si situano allo spartiacque delle pratiche statali nei confronti di popolazioni infide,ricollegabili ai nemici esterni dello stato. La migrazione dei tatari di Crimea fu spontanea,anche se incoraggiata da alcuni militari in loco,poi appoggiati dal nuovo zar Alessandro II. In questa fase la politica dello stato nei confronti dei tatari fu il risultato di spinte che provenivano da alti ufficiali portatori di progetti differenti.

Le autorità centrali a San Pietroburgo avevano una conoscenza scarsa e un interesse limitato a intervenire nella gestione dei civili in Crimea. Nel caso dei circassi invece è possibile intravedere una volontà più netta di espellere il gruppo. Piccoli gruppi di militanti nazionalisti si inserirono in questo scontro,cercando di radicalizzarlo per far intervenire le potenze europee in loro aiuto,e fare propri spicchi di territorio indipendente,con popolazioni da nazionalizzare.

Questo meccanismo ebbe successo nei casi serbo,greco e bulgaro,ma non in quelli macedone e armeno. Le alcolismo di centro di riabilitazione Kostroma balcaniche del costituiscono uno snodo cruciale nella storia delle migrazioni forzate in Europa.

Centinaia di migliaia di profughi si riversarono in Anatolia,aggiungendosi a quanti vi erano già giunti dai Balcani e dal Caucaso nei decenni precedenti. Questa percezione avrebbe avuto un ruolo non secondario nella scelta di purificarla dai nemici interni,identificati con le rimanenti comunità cristiane,anche facendo ricorso,se necessario,a deportazioni o a massacri.

Il risultato finale di tali politiche fu una massiccia operazione di chirurgia sociale violenta. Molti di essi vennero riallocati in campi profughi nei pressi di Costantinopoli,dove il tifo e il colera dilagante mieterono altre vittime. Successivamente,nel ,gli eserciti degli stati cristiani presero di mira gli appartenenti ad altre nazionalità. Vi furono anche massicce migrazioni forzate a cavallo dei confini degli stati coinvolti,sia durante che subito dopo la guerra. Nel 15 mila bulgari lasciarono la Macedonia al seguito del proprio esercito,costretto alla ritirata da quello greco,mentre 80 mila greci lasciavano le loro case: 10 mila dalle aree della Macedonia assegnate a Serbia e Bulgaria in seguito al trattato di pace,70 mila dalla Tracia occidentale occupata dalla Bulgaria.

Il è un anno importante perché avvenne la firma della convenzione di Adrianopoli Edirne che sanciva uno scambio di popolazioni tra Bulgaria e Impero ottomano,in base alla quale Le prime vittime furono i cristiani greco-ortodossi. A causare la migrazione forzata furono eventi come il massacro di Focea del 12 giugno ,perpetrato da alcolismo di centro di riabilitazione Kostroma armate formate da alcolismo di centro di riabilitazione Kostroma musulmani balcanici con la connivenza della gendarmeria locale.

Questo primo esperimento di ingegneria etnica su scala ridotta è assai significativo. Fu infatti possibile utilizzare contro altre popolazioni una strumentazione persecutoria già collaudata sui greco-ortodossi e non ostacolata da freni istituzionali,in quanto svincolata dalla burocrazia ufficiale. Alcolismo di centro di riabilitazione Kostroma nel destinare i deportati verso regioni del tutto inospitali,fatto,questo,di cui la leadership ittihadista era consapevole.

Se,come detto,molti perirono di stenti,malattie e sfinimento,ancor più numerosi furono coloro che morirono di morte violenta lungo la strada. Alcune uccisioni alcolismo di centro di riabilitazione Kostroma perpetrate dagli stessi gendarmi di scorta oppure da truppe regolari,mentre altre furono opera di singoli individui che approfittarono della situazione per impossessarsi si proprietà armene.

Furono invece risparmiati,ma in molti casi costretti a diventare musulmani,quanti erano stati deportati nelle regioni di Damasco,Gerusalemme ecc. Alcuni di essi ritornarono alla loro identità armena a guerra finita,ma molti di essi si assimilarono,e delle loro esistenze precedenti non rimase traccia. Questa decisione segnava il passaggio da misure contro insurrezionali adottate per scopi militari a provvedimenti di ingegneria demografica con obiettivi politici; quello stesso giorno centinaia di notabili armeni residenti nella capitale imperiale vennero arrestati e venne ordinato di inviare i deportati a sud.

Altre prove del fatto che la deportazione degli armeni rappresentava un provvedimento politico a carattere permanente,sono fornite da provvedimenti relativi alle proprietà abbandonate da quanti erano stati trasferiti con la forza. I beni degli armeni furono espropriati e utilizzati per scopi come ampliare la borghesia musulmana e provvedere ai bisogni dei nuovi immigrati,oltre che per finanziare le deportazioni e lo sforzo bellico in generale.

Alcolismo di centro di riabilitazione Kostroma importante anche parlare dei legami tra lo sterminio degli armeni ottomani e gli esodi e le espulsioni di musulmani balcanici e caucasici verificatesi nei decenni precedenti.

La alcolismo di centro di riabilitazione Kostroma tra i due fenomeni è rappresentata dai profughi,tra i quali vennero reclutati molti perpetratori dello sterminio,e che spesso vennero insediati al posto degli armeni uccisi. Analogamente,nel furono irregolari ceceni a massacrare gli armeni. È interessante notare come lo stesso organismo che supervisionava le deportazioni armene si occupasse anche della riallocazione dei profughi. Interi villaggi armeni,rimasti disabitati a causa di deportazioni e massacri,furono ripopolati con profughi.