Alcolismo e vino secco

La BIRRA? Ecco perchè può essere un pericolo per la tua salute

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Il vino è una bevanda alcolicaottenuta dalla fermentazione totale o parziale del frutto della vitealcolismo e vino secco uva sia essa pigiata o menoo del mosto. Quindi il termine, in caso di commercializzazione di fermentati diversi, deve essere omesso. Sistema comune per ovviare a tale divieto è, ad esempio, quello di citare semplicemente il nome della varietà di uva usata, ovviamente senza citare il termine "vino".

La qualità e diversità tra vini dipendono strettamente dal vitignodal climadal terrenodall'esposizione di questo rispetto alla radiazione solare e dalla coltivazione più o meno accurata della vite stessa.

Anche alcolismo e vino secco termini slavi per vino [7] è probabile che siano prestiti latini [8] [9]. Nel Valdarno Superiore sono stati ritrovati in depositi di lignitereperti fossili di tralci di vite Vitis vinifera risalenti a 2 milioni di anni fa. Diversi ritrovamenti archeologici dimostrano che la Vitis vinifera cresceva spontanea già Studi recenti tendono ad associare i primi degustatori di tale bevanda già al neolitico ; si pensa che la scoperta fu casuale e dovuta a fermentazione naturale avvenuta in contenitori dove gli uomini riponevano l'uva.

Le più antiche tracce di coltivazione della vite sono state rinvenute sulle rive del Mar Caspio e nella Turchia orientale. Nel corso del XX secolo gli archeologi si sono imbattuti casualmente nella più antica giara di vino mai rinvenuta. Nelinfatti, una missione archeologica alcolismo e vino secco, proveniente dall'Università della Pennsylvania e diretta da Mary Voigt, ha scoperto nel villaggio neolitico di Hajji Firuz Tepenella parte settentrionale dell' Iranuna giara di terracotta, della capacità di 9 litri, contenente una sostanza alcolismo e vino secco proveniente da grappoli d'uva.

La notizia, riferita da Corriere Scienza del 15 ottobreaggiunge che i reperti rinvenuti risalgono al a. Sembra infatti che il primo vino sia stato prodotto del tutto per caso come è avvenuto per il pane lievitato per la fermentazione accidentale di uva dimenticata in un recipiente. È comunque accertato che la produzione su larga scala di vino è iniziata tra il e il a. I primi documenti riguardanti la coltivazione della vite risalgono al a.

La Bibbia Genesi 9, attribuisce la scoperta del processo di lavorazione del vino a Noè : successivamente al Diluvio Universaleavrebbe piantato una vigna con il cui frutto fece alcolismo e vino secco vino che bevve fino ad ubriacarsi.

In questo periodo le colture della vite si diffusero su gran parte del territorio in particolare in ItaliaGallia NarbonensisHispaniaAcaia e Siriae con l'aumentare della produzione crebbero anche i consumi. Nel fu rinvenuta in Germania la bottiglia di vino di Spira datata tra il e il d. Ad ogni modo il vino prodotto a quei tempi nell'area del Mediterraneo era molto differente dalla bevanda che conosciamo oggi: a causa delle tecniche di vinificazione e conservazione soprattutto la bolliturail vino risultava essere una sostanza sciropposamolto dolce e molto alcolica.

Era quindi necessario allungarlo con acqua e aggiungere miele e spezie per ottenere un sapore più gradevole. Diversamente, i popoli celtici già prima del contatto con la romanità producevano vini leggeri e dissetanti [14] e li conservavano in botti di legno [15] invece che nelle giare.

Con il crollo dell'Impero Romano la viticoltura entra in una crisi dalla quale uscirà solo nel medioevograzie soprattutto all'impulso dato primariamente dai monaci di San Colombanoed in seguito benedettini e cistercensi. Infatti nella conservazione della viticoltura in particolare si distingue l'opera meritoria dei monaci irlandesi di San Colombano che introdussero il nuovo tipo di vinificazione odierna in uso ai popoli celtici, opereranno in tal senso fin dal VI secolo in tutta la Francia merovingia iniziando dall'abbazia matrice di Luxeuilpresso i Longobardi nel centro-nord Italia dal VII secolo alcolismo e vino secco, e soprattutto in epoca carolingiafacendo alcolismo e vino secco potente Abbazia matrice di Bobbio attivissimo centro di evangelizzazione e di rinascita agricola sotto la protezione del Papafondata dal alcolismo e vino secco abate irlandese Colombano nelun centro monastico di primaria importanza europea per tutto il medioevo grazie al suo ricco e vasto feudo reale ed imperiale monastico.

Nella stessa RegolaBenedetto afferma:. Gian Battista Vico intravide nella concezione medioevale del vino come genere di alcolismo e vino secco necessità un carattere della barbarie di quest'epoca.

Proprio nel corso del medioevo nasceranno tutte quelle tecniche di coltivazione e produzione che arriveranno praticamente immutate fino al XVIII secoloquando ormai la produzione ha carattere "moderno". Nel XIX secolo l' oidio e la fillosseramalattie della vite provenienti alcolismo e vino secco Americadistruggono enormi quantità di vigneti. I coltivatori sono costretti a innestare i vitigni sopravvissuti sopra viti di origine americana Vitis labruscaresistenti a questi parassitie ad utilizzare regolarmente prodotti fitosanitari come lo zolfo.

Nel Novecento invece si ha, inizialmente da parte della Francial'introduzione di normative che vanno a regolamentare la produzione origine controllata, definizione dei territori di produzione, ecc. L' enologia è lo studio del vino in generale. Essa si occupa della viticolturadella vinificazionealcolismo e vino secco compresa la conservazione in cantina e della degustazione.

Dal punto di vista chimicoil vino è una miscela liquida costituita principalmente da acqua e alcol etilico anche detto "etanolo". Oltre a tali componenti, il vino alcolismo e vino secco tantissime altre sostanze, alcune delle quali sono desiderate, in quanto danno un sapore gradevole al vino oppure hanno un effetto positivo sulla salute ad esempio i polifenoli e le antocianinementre altre sostanze sono indesiderate, in quanto danno un sapore sgradevole al vino oppure hanno un effetto negativo sulla salute ad esempio l' anidride solforosala cui concentrazione massima è fissata per legge, essendo altamente tossica [17].

La tabella seguente riporta i valori tipici di concentrazione dei principali componenti del vino:. Sempre più importante ormai è anche la classificazione del vino dal punto della metodologia produttiva si veda sotto : convenzionale, biologico, biodinamico, naturale, vegano.

I vini si differenziano tra loro per il sistema di vinificazione vini normali e speciali e per le proprietà organolettiche: colore, alcolismo e vino secco, gusto e retrogusto; altri parametri concorrono a definire le caratteristiche di un vino: alcol, acidità, sapidità, sensazione di astringenza dovuta ai tannini. I vini possono essere differenziati in vini tranquilli detti anche "fermi"vini frizzanti alcolismo e vino secco spumanti, a seconda del fatto che siano in grado o meno di sprigionare anidride carbonica all'apertura alcolismo e vino secco bottiglie.

Frizzanti e spumanti formano la categoria dei vini effervescenti in quanto dotati di effervescenza [19]. Costituisce ulteriore distinzione il contenuto in zuccheri non fermentati del vino secco, semisecco, dolce o altri termini specifici nel caso degli spumanti. Inoltre ogni vino è caratterizzato da una temperatura di servizio temperatura ideale per la consumazione e da abbinamenti ottimali con determinate pietanze.

Si intendono per vini ordinari quei vini immessi al consumo dopo aver subito il solo processo di vinificazione quindi senza interventi tecnici successivi o aggiunte di altri componenti. Il vino arancione, conosciuto anche come orange wineè prodotto alcolismo e vino secco partire da vitigni a bacca bianca con macerazione sulle bucce [20] [21].

Sono quasi sempre espressioni di produttori di vino naturale o vino biodinamico. Le possibili varianti produttive sono diverse. A parte il colore, questo particolare procedimento comporta che gli "orange wines" detti anche "vini macerati" abbiano caratteristiche olfattive e gustative notevolmente peculiari e fuori dall'ordinario [22].

Si intendono per vini speciali quelli che dopo il processo di vinificazione e prima di essere immessi al consumo vengono sottoposti ad ulteriori interventi tecnici o all'aggiunta di altri componenti.

Questa è la differenza rilevante con i vini ordinari. Da notare che, per la legge e quindi per le trattazioni "tecniche", i vini passiti non sono alcolismo e vino secco, come non lo sono i vini frizzanti. Dal punto di vista delle modalità con le quali si eseguono le lavorazioni in campagna e in cantina ovvero in relazione al ricorso a tecniche e procedimenti per coltivare le viti, ottenere le uve e produrre il vino in termini di impatto sull'ambiente, rispetto della tradizione, aderenza a normative di settore, rispetto di disciplinari o ad attenzione a specifiche filosofie e teorie produttive, abbiamo, attualmente:.

Il "vino convenzionale", è, di fatto, il vino che noi tutti conosciamo. Esso rappresenta il vino ottenuto impiegando i sistemi ed i metodi attualmente consentiti dalla legge. Alcolismo e vino secco Italia, la prima definizione di "vino" fu sancita con il Regio Decreto del 15 ottobre n. Attualmente l'ordinamento italiano ed europeo sono ricche di leggi [25] e normative [26] che specificano, [27] con dovizia di particolari, tutte le prescrizioni, i divieti e le definizioni per la alcolismo e vino secco e commercializzazione del vino.

Tutte le tipologie citate in questo paragrafo alcolismo e vino secco, di fatto, un sottoinsieme di questa definizione. Il vino biologico è la definizione giuridica per tutti quei vini certificati da un organismo di certificazione terzo seguendo le normative comunitarie:. Nei suddetti regolamenti e nei relativi allegati si trovano tutte le indicazioni di produzione e le limitazioni di intervento da parte del produttore.

Essendo alcolismo e vino secco prodotto certificato, esiste un sistema di controllo che garantisce che le disposizioni siano seguite in tutte le fasi di realizzazione del vino, dal vigneto alla bottiglia.

Un tentativo di andare oltre l'approccio biologico al vino, attualmente piuttosto permissivo data la possibilità di alcolismo e vino secco in vinificazione diverse pratiche e presidi enologici circa la metà di quelli usati nel convenzionale [32] è il vino ottenuto tramite l'approccio biodinamico.

Non esiste, tuttora, dal punto di vista legislativo, la definizione di "vino biodinamico". A oggi alcolismo e vino secco riferimento a vini biodinamici è un procedimento privato dato che non esiste un riconoscimento normato di tipo pubblico mentre per il vino biologico invece ci sono leggi e certificazione accreditata obbligatoria.

Inizialmente, il cosiddetto vino biodinamico, o vino alcolismo e vino secco seguendo i dettami dell' agricoltura biodinamicaè stato il vino prodotto secondo la visione "cosmica" di tipo antroposofica attraverso gli insegnamenti di Rudolf Steiner.

L'agricoltura biodinamica è un tentativo olistico di unire pratiche colturali biologiche a visioni filosofiche, sforzo che desta critiche e perplessità da parte di coloro che rilevano la non scientificità di alcune componenti esoteriche del sistema [33].

Viene utilizzato un disciplinare di emanazione Demeter che alcune espressioni nazionali dell'associazione ad esempio Italia e Francia personalizzano, per renderlo più restrittivo rispetto a quello alcolismo e vino secco [36].

I limiti di solforosa ammessi sono inferiori a quello del vino biologico e pure minore è il numero di pratiche enologiche ammesse dagli standard biologici [37] esplicitamente richiamati nel testo del disciplinare come requisito base.

Oltre a Demeter si sono successivamente diffuse altre associazioni di produttori di vino che utilizzano l'agricoltura biodinamica, senza necessariamente ricorrere alla metodologia antroposofica di Steiner. Non esistono prove verificabili scientificamente di una qualsiasi differenza chimico fisica tra vino ottenuto per vie tradizionali e con metodi biodinamici. Scientificamente è da considerarsi quindi una superstizione.

Come per il biodinamico, ad oggi non esiste dal punto di vista normativo e legislativo, la definizione di " vino naturale ". Il vino cosiddetto "naturale" è quello prodotto generalmente da quei piccoli vignaioli che pur aderendo a tutti i principi "naturalistici" dell'agricoltura biologica e di quella biodinamica, non vogliono aderire a regolamenti, certificazioni, ecc.

In pratica, non utilizzano prodotti di sintesi o pratiche invasive, ma si sentono un po' vincolati da requisiti tecnici o filosofici di sorta. A differenza delle altre categorie in particolare quella del biologico [41]la filosofia del vino naturale è concepita perché il prodotto sia ottenuto non utilizzando nessuna delle sostanze ammesse in vinificazione dalle altre metodologie a parte bassissimi quantitativi di anidride solforosa.

Similmente, non sono utilizzati i comuni alcolismo e vino secco chimico-fisici di cantina per il trattamento dei mosti e dei vini ammessi per il vino biologico, e alcuni, alcolismo e vino secco il biodinamico.

La componente esoterica dell'approccio di Steirner è trascurata. Chi afferma di produrre vini naturali fa spesso appello al concetto di vino del terroir come chiave per fare vino nel rispetto dei cicli della natura e, soprattutto, per favorire l'espressione e la tipicità della zona vitigno autoctono, terreno, clima, tradizione.

Tuttavia, non esistendo una definizione giuridica di "vino naturale", né, tanto meno, una certificazione di prodotto o di processo, questa tipologia di vino rimane controversa in quanto non è dimostrabile, al consumatore, che molte delle filosofie dichiarate siano effettivamente applicate dal produttore stesso nella alcolismo e vino secco agronomica ed enologica Es.

Al contrario, nel vino biologico, esistendo delle norme comunitarie di riferimento alcolismo e vino secco, viene applicato un protocollo di controlli effettuati da un organismo di certificazione terzo, accreditato e riconosciuto da Accredia, al quale ogni singolo produttore si sottopone, tutelando quindi, la veridicità e l'aderenza al disciplinare di fronte al consumatore.

Inoltre, ad oggi, non esistono disciplinari legalmente riconosciuti ed internazionalmente condivisi da seguire per produrre "vino naturale". Esistono, invece, delle associazioni di produttori quelle francesi sono le più antiche e conosciuteanche nazionali, che riuniscono produttori di vini naturali e che si propongono di rispettare delle regole interne all'associazione.

La definizione generica "vino naturale", infatti, non trova alcun riscontro nelle dichiarazioni ambientali di prodotto o nella normativa comunitaria Reg.

Questi vini, solitamente, hanno un mercato specifico, ovvero di tutti quei consumatori vegani che desiderano, quindi, un prodotto in assenza totale di sfruttamento animale. Sebbene non esista una definizione normativa vera e alcolismo e vino secco di vino vegano, le certificazioni appoggiano la loro validità sul seguente elenco non esaustivo di norme:. Nella produzione mondiale di vino era salita a milioni di ettolitri.

Nell' Unione europea la produzione e la classificazione dei vini sono disciplinate da appositi regolamenti comunitari e dalle relative norme nazionali applicative. Nel corso degli ultimi anni la legislazione si è aggiornata con l'emanazione della nuova OCM "Vino"; il riferimento principale è il Regolamento Ce n.

Ora, la macro distinzione concettuale è tra Vino a Origine Geografica e Vino senza Origine Geografica [46] : i primi DOP e IGP sono quelli che possiedono un legame territoriale e un disciplinarei secondi non hanno né legame territoriale né disciplinare di produzione in sostanza, sono alcolismo e vino secco precedentemente definiti "vini da tavola".

Chiaramente, anche le regolamentazione per la designazione alcolismo e vino secco l'etichettatura è stata aggiornata Reg. Si deve fare molta attenzione quando si parla del concetto abusato della cosiddetta "piramide qualitativa" del vino; infatti, le categorie previste dalle leggi sulle denominazioni trattano unicamente la qualità del processo produttivo non la qualità del prodotto in sé.

Anche i vari disciplinari per i vini a denominazione forniscono requisiti "minimi" e sono, per quanto attiene alle caratteristiche organolettiche, molto generici. Una legislazione nazionale sulle denominazioni che, invece, storicamente si avvicina molto ad un modello di gerarchia qualitativa sul vino alcolismo e vino secco quella francese. Alcolismo e vino secco alla pubblicazione del D.

Anche le nuove normative europee sulla designazione ed etichettatura dei vini sono state recepite. Alla base di questa scelta c'è l'obiettivo della UE e quindi, automaticamente, degli Stati Membri di dividere il vino e le altre bevande alcoliche: birra, distillati e liquori esattamente come tutti gli altri prodotti alimentari ortaggi, frutta, salumi, olio, formaggi, carni, etc.

Per fare un esempio: non si dice prosciutto crudo "generico" e prosciutto di Parma DOP ma si dice "prosciutto crudo" e " Prosciutto di Parma ".

Invece, quando si parla di un vino DOP o IGP è indispensabile, prima di tutto, designarlo con la denominazione o l'indicazione, solo dopo aggiungere le altre identificazioni. In sostanza, la "designazione di vendita" di un vino deve essere solo quella "legale". La scelta UE di far comprendere il vino che, storicamente, ha sempre avuto una normazione specifica nella grande famiglia dei prodotti agroalimentari è stata sancita con l'emanazione del regolamento "quadro", il Reg.

Idonei disciplinari di produzione vini DOP e IGP stabiliscono le condizioni da rispettare per rientrare in quelle precise caratteristiche produttrice a garanzia del livello qualitativo:. Con la nuova legislazione sono solo gli enti di controllo ovvero organismi di certificazione [49] che devono essere sia accreditati nel settore da Accredia sia autorizzati dal Mipaaf a rilasciare la conformità dei vini DOP e IGP ai disciplinari e quindi a concedere l'uso dei marchi nella commercializzazione.

Tale valutazione si basa su campionamenti del lotto da commercializzare e riguarda sia le caratteristiche chimiche che quelle organolettiche.