Alcolismo fumando la presentazione di tossicodipendenza

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To browse Academia. Skip to main content. You're using an out-of-date version of Internet Explorer. Log In Sign Up. Tossicodipendenza e immigrazione. Andrea Pelliccia. Storie di vita. Introduzione: tossicodipendenza e immigrazione Tutela della salute e immigrazione: alcolismo fumando la presentazione di tossicodipendenza e implementazioni Le storie di vita: riflessioni teoriche e metodologiche Caratteristiche e implicazioni del progetto migratorio Caratteristiche socio-demografiche Percorso migratorio Vita alcolismo fumando la presentazione di tossicodipendenza e relazionale Esperienza tossicomanica Aspettative e progetti per il futuro Sono loro i veri protagonisti di tale lavoro.

Tutti gli stranieri che vengono qua sono pieni di storie, di dolore. La tossicodipendenza esiste tra gli immigrati, è un problema pressante ed oggi è argomento di studio di grandissima rilevanza e interesse. Tuttavia, per quanto concerne la tossicodipendenza tra le minoranze etniche o nazionali immigrate, si è ancora in una fase di sperimentazione, con una produzione scientifica frammentata. I dati epidemiologici alcolismo fumando la presentazione di tossicodipendenza tossicodipendenza degli stranieri in Italia sono ancora molto parziali.

A tutte queste ragioni valide, ne va aggiunta un'altra altrettanto importante: l'assenza di ricerche di carattere qualitativo orientate ad indagare i possibili percorsi della dipendenza che richiedono analisi più complesse, con storie di vita ed interviste in profondità legate ad indagini di tipo socio-antropologico, considerato che molto spesso si è di fronte ad una popolazione per lo più in stato irregolare e quindi "nascosta" e sfuggente ad un controllo epidemiologico quantitativo.

In questo ultimo periodo sono stati prodotti, sia a livello nazionale che internazionale, diversi studi sul consumo di droghe tra gli immigrati o sulle esperienze di intervento da parte dei servizi nei confronti degli immigrati tossicodipendenti.

A livello europeo, l'Osservatorio europeo sulle droghe Emcdda di Lisbona, tra il e ilha condotto uno studio sui livelli di consumo di droghe tra gli immigrati di 16 Paesi dell'Unione Europea, Italia compresa. Da tale indagine è emerso che, pur riscontrando differenze culturali nel consumo di sostanze stupefacenti tra i vari gruppi di immigrati nei vari Paesi dell'UE, molti cittadini immigrati si trovano in situazioni di esclusione sociale che ne aumentano l'esposizione agli stupefacenti.

I risultati di questo studio indicano la mancanza di conoscenze adeguate riguardo il consumo di sostanze da parte della popolazione immigrata in Italia e l'impatto dei fattori culturali sui "patterns" del consumo. L'Emcdda sottolinea i limiti dei dati statistici, che offrono solo un quadro parziale del fenomeno ed evidenzia la necessità di maggiori indagini qualitative e quantitative per la raccolta di dati sui "patterns" di consumo, sul legame tra esclusione sociale e uso di sostanze, sulle difficoltà di accesso ai servizi per le tossicodipendenze e sulla sottoutilizzazione di essi da parte della popolazione immigrata tossicodipendente.

In Italia le poche ricerche significative, tutte di natura quantitativa, orientate a studiare il alcolismo fumando la presentazione di tossicodipendenza della tossicodipendenza tra la popolazione immigrata in Italia, hanno preso in esame gli immigrati detenuti, cioè quella parte di popolazione visibile e controllabile attraverso i circuiti giudiziari, coinvolta nei reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti e quindi anche nei problemi del consumo, anche se questi non sono sempre sovrapponibili.

Paradossalmente, il più importante indicatore del fenomeno è rappresentato proprio dai dati provenienti dal carcere, perché la tossicodipendenza di un immigrato emerge essenzialmente attraverso il contatto con la giustizia.

Il carcere, cioè, rappresenta un luogo frequente di prima accoglienza per tossicodipendenti stranieri che non hanno mai ricevuto ed utilizzato precedenti interventi sanitari nei servizi pubblici e privati. Di seguito si riportano alcuni Ser.

Si segnala, inoltre, il rilevamento pubblicato nel ed effettuato dal Dipartimento amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia sui detenuti stranieri tossicodipendenti ed affetti da HIV presso gli Istituti Penitenziari della Regione Lazio. A queste indagini vanno aggiunte altre, sempre di carattere quantitativo, condotte dai servizi di "bassa soglia" che agiscono in collaborazione con i Ser. Essi sono: il Gruppo Abele di Torino che ha analizzato un campione di 80 soggetti tra il e il Grosso ; la Fondazione Villa Maraini di Roma che ha effettuato 1.

La raccolta di questi dati è risultata spesso incompleta e frammentaria considerata la difficoltà e la precarietà delle modalità di contatto con l'utenza immigrata tossicodipendente. Tutto questo, quindi, non consente né di fotografare in maniera attendibile le condizioni effettive dei tossicodipendenti immigrati, né di formulare analisi interpretative esaustive. Oltre alle indagini sopra riportate, vi sono state analisi sulla popolazione straniera tossicodipendente non detenuta.

Una di queste è quella del Ser. L'indagine, condotta dal alha riguardato lo studio delle rappresentazioni sociali che gli immigrati hanno delle sostanze stupefacenti e di alcuni percorsi di droga.

Altra motivazione potrebbe essere individuata nella diffusione e nella alcolismo fumando la presentazione di tossicodipendenza di sostanza sul mercato e sul diverso coinvolgimento dei vari "gruppi etnici" nel racket dello spaccio delle droghe. Il comportamento tossicomanico nella popolazione straniera è quindi molto diversificato a seconda dei sottogruppi culturali.

Di centrale importanza è la riflessione sul variare dei significati degli oggetti appartenenti al mondo delle sostanze a seconda dell'origine culturale del tossicodipendente.

I gruppi culturali sono molti e, all'interno di ciascuno di essi, compaiono diversi sottogruppi, per cui potrebbe risultare molto arduo e dispersivo cercare di trattare il significato delle sostanze stupefacenti, del loro uso e del loro abuso per ciascuno di essi.

In linee molto generali, dalle ricerche riportate sopra, è emerso, ad esempio, che la somministrazione per via endovenosa è più frequente tra i tunisini, mentre i marocchini sono più spesso poliabusatori alcool, eroina, cocaina. Esistono alcuni chiari indicatori della disperazione alcolismo fumando la presentazione di tossicodipendenza del degrado associati al consumo di sostanze tra gli immigrati irregolari. Gli immigrati le raccolgono nei tradizionali luoghi di consumo o in qualche caso vengono loro regalate dagli italiani.

Tuttavia, alcuni addetti ai lavori affermano che tale differenza sembra scomparire con lo sviluppo e il prolungarsi della tossicodipendenza.

In questo senso la patologia tenderebbe a prevalere su qualunque altra variabile, sia essa di tipo etnico o culturale, producendo una sostanziale omogeneità tra tutti i soggetti coinvolti. Cittadini stranieri in trattamento presso i Ser. USL E Totale stran. Totale alcolismo fumando la presentazione di tossicodipendenza. Per numero di alcolismo fumando la presentazione di tossicodipendenza segue l' Ex Jugoslavia.

Gli stranieri tendono ad assumere per la prima volta sostanze ad un'età più elevata si tratta di un comportamento acquisito dopo l'immigrazione. Per quanto riguarda la modalità di assunzione, al contrario degli italiani, prevale l'inalazione sull'endovena.

Tra gli assistiti dell'America Latina è prevalente la popolazione transessuale. Per iscriversi è necessario rivolgersi alla ASL di appartenenza. Gli stranieri regolarmente soggiornanti, che non rientrano tra coloro che sono obbligatoriamente iscritti al S. Per poter usufruire di questi servizi sanitari, lo straniero, seppure irregolare, che si trovi in uno stato di indigenza, potrà farsi rilasciare il tesserino della azienda sanitaria a cui richiede la prestazione a parità di trattamento con il cittadino italiano.

Inoltre sono assicurati agli stranieri irregolari: la tutela sociale della gravidanza e della maternità, le vaccinazioni, la salute del minore, gli interventi di profilassi, diagnosi e terapia delle malattie infettive, tutela della salute mentale. Circa la tossicodipendenza non ci sono riferimenti espliciti nella legge, ma essa è compresa tra le misure continuative e tra le terapie delle malattie infettive. La Circolare n. Bisogna sottolineare che le cure erogate dal S.

Il dato che rimane costante in molte ricerche svolte nel nostro paese fino ad oggi è proprio la ridotta utilizzazione dei servizi pubblici da parte degli immigrati, regolari e non, e il ricorso strutturato alle strutture del volontariato cattolico e laico sebbene queste ultime abbiano meno vincoli dal punto di vista burocratico ed amministrativo, oltre ad essere riconosciuti dagli stessi immigrati come punto di riferimento ormai da molto tempo.

Infatti, anche nel caso di stranieri regolari, spesso le ragioni della non iscrizione al S. Inoltre, pare che gli immigrati non mettano in atto strategie preventive ma che si rivolgano ai servizi socio-sanitari solo in caso d'urgenza o di malattia conclamata, quando cioè non alcolismo fumando la presentazione di tossicodipendenza farne a meno e questo complica notevolmente la diagnosi, la terapia e la prognosi.

E' stato rilevato, ad esempio, che il numero degli immigrati che si rivolgono direttamente ai Ser. A questo va aggiunto che spesso i tossicodipendenti stranieri, per lo più in posizione irregolare rispetto alle norme relative all'ingresso e al soggiorno, e quindi intesa come popolazione "nascosta" e "sommersa", tendono a tenere nascosti i propri problemi, alcolismo fumando la presentazione di tossicodipendenza rivolgendosi quindi ai servizi pubblici che si occupano di tossicodipendenza, per evitare la doppia stigmatizzazione di straniero e di tossicodipendente.

Sembra quindi necessario e indispensabile che i Ser. Per una maggiore comprensione cfr. Monaci E' necessario individuare un modello formativo comune per un approccio interculturale con percorsi formativi specifici congrui ai diversi ambiti di competenza. Collocare la cultura originaria del paziente nella relazione terapeutica significa per il paziente stesso riuscire a collocarla utilmente, proprio in quanto efficace, ancora dotata di potere vitale, in una regione della sua esperienza.

Se il nostro ascolto sarà antropologicamente sensibile, ovverosia capace di sintonizzarsi sulle molteplici modulazioni e sulle diverse frequenze che attraversano il dialogo, spesso saranno gli stessi pazienti ad aprirci i connotati culturalmente specifici di un sintomo, di un'espressione linguistica, etc. Se i nostri strumenti di ricezione e di interpretazione, i nostri sensi, si allineano e diventano sufficientemente sensibili, potremo riconoscere dunque costantemente nelle parole di nostri pazienti quel doppio livello, biologico e antropologico cui il sintomo allude" La raccolta di storie di vita consente di mediare individuo e società in quanto viene riconosciuta l'unicità e l'irriducibilità del singolo ma, alcolismo fumando la presentazione di tossicodipendenza stesso tempo, esso viene collocata storicamente all'interno di mondi sociali.

La storia di vita è centrata sull'esperienza individuale selezionata dalla memoria narrante del soggetto a cui il ricercatore deve affidarsi. Nella ricerca sulle biografie la dimensione interattiva e relazionale è definita da almeno due persone: il narratore-testimone-protagonista e il ricercatore. In tale dimensione, il ricercatore non è più l'unico soggetto con un ruolo esclusivo e indiscusso ma deve necessariamente lasciare il posto all'esperto della situazione: il protagonista della storia.

Il alcolismo fumando la presentazione di tossicodipendenza, infatti, non si limita semplicemente all'attività dell'ascolto, facendo semplicemente ricorso all'acustica e alla fisiologia dell'udito, ma deve comprendere e affidarsi, in maniera empatica, alla memoria del soggetto narrante e alcolismo fumando la presentazione di tossicodipendenza parametri di alcolismo fumando la presentazione di tossicodipendenza, di autorappresentazione e di valutazione che egli ha rispetto ai propri contesti di azione.

E' il presente che ricostruisce il passato alcolismo fumando la presentazione di tossicodipendenza l'idea convenzionale del passato come antecedente logico del presente: la memoria, contribuendo a creare l'immagine che il soggetto ha di sé e che potrebbe continuamente essere minacciata, deve esser infatti intesa più come una ricostruzione che una fedele descrizione del passato.

Il valore del tempo, non definito a priori ma ricostruito e riconosciuto ex post, non si pone più come punto di partenza in chiave sequenziale perché è il presente che si apre alcolismo fumando la presentazione di tossicodipendenza passato.

Con questo si vuole dire che il racconto è sempre indirizzato a qualcuno, interagisce con un pubblico, sia pure costituito dalla sola figura del ricercatore. Trattandosi di una modalità di ricerca qualitativa, la raccolta di storie di vita è alcolismo fumando la presentazione di tossicodipendenza con la tecnica di campionamento standardizzato. Da questo punto di vista, la scelta di poche unità complesse permette di analizzare un singolo caso con un dettaglio e un'attenzione maggiori di quelli di un'indagine su larga scala e di valutare la rappresentatività parziale delle storie di vita.

Come accennato sopra, l'approccio biografico è caratterizzato da un grande margine di flessibilità grazie al fatto che ipotesi, nessi e idee vengono a delinearsi nel corso della alcolismo fumando la presentazione di tossicodipendenza del materiale. Detto questo, qui si vuole seguire un approccio qualitativo di carattere socio-antropologico fondato sulla raccolta di storie di vita all'interno di uno schema descrittivo, interpretativo ed esplicativo.

Attraverso la ricostruzione di itinerari esistenziali di tossicodipendenti immigrati, mediante il contributo del legame tra storie di vita e commento interpretativo, si mira alla comprensione del fenomeno che si intende studiare, tentando di trovare nessi logici e di instaurare connessioni tra i fatti.

Non va, ad ogni modo, sottovalutata l'analisi dei dati statistici disponibili, anche perché tali dati possono condizionare e orientare le scelte iniziali della ricerca qualitativa. Ma è vero anche il contrario: la raccolta di storie di vita potrebbe essere utilizzata da altre alcolismo fumando la presentazione di tossicodipendenza sociali, anche di natura quantitativa, come strumento concettuale per comprendere il mondo e come incipit per future ricerche.

La ricerca sul campo, svolta tramite periodi più o meno alcolismo fumando la presentazione di tossicodipendenza di permanenza a diretto contatto con l'oggetto di studio, implica un complesso processo di negoziazione di significati fondato su un modello dialogico, dove il campo diviene alcolismo fumando la presentazione di tossicodipendenza ambiente comunicativo. Ricercatore e soggetto narrante condividono un comune universo di significati e valori. Il campo, allora, si presenta come il luogo dell'interazione dei significati.

Inoltre, dà la possibilità all'intervistato di riacquistare uno "status di essere umano" in una società dipinta e vissuta come conflittuale e straniera. Consente di instaurare una relazione di reciprocità e di superamento di una possibile crisi della presenza: è un esserci nella storia umana, spinti dall'esigenza di interagire con l'altro, in questo caso il ricercatore. Lasciare la propria terra d'origine per una nuova significa innanzitutto perdere i luoghi della propria infanzia, i luoghi della sicurezza, rischiare di perdersi e di allentare i fili della propria esperienza.

Fare il racconto della propria vita è già un successo, a prescindere da quanto ci sia di vero e di falso. La questione della verità e della veridicità della storia di vita è infatti un falso problema poiché il compito del ricercatore non è quello di determinare la differenza tra storie vere e false: tutte le storie sono delle "finzioni".

Ma talvolta tale reticolo di protezione e controllo non funziona efficacemente. Tuttavia, il quadro si complica se si considera la condizione di legalità o meno: alcune ricerche rilevano che il fenomeno della tossicodipendenza non riguarda esclusivamente gli immigrati irregolari, ma inizi ad interessare anche quelli regolari.