Ora di classe su una prevenzione soggetta di alcolismo e tossicodipendenza

La storia di un ex alcolista che è riuscito a vincere la sua fragilità

Lassistenza psicologica per soffrire di alcolismo

Francesco Sanna Dottore in Scienze della Comunicazione sanna. Eppure le parole — e il linguaggio di conseguenza — non appartengono alla tossicodipendenza Nel saggio, con termini e sintassi che ho ritenuto corrette quando l'ho scritto, sono partito da una tesi abbastanza semplice: riguardo alla tossicodipendenza c'è tutto da rifare.

Studiare o curare la tossicodipendenza isolandola dal resto dell'universo dei fenomeni é esattamente equivalente al prescrivere sei mesi di antidepressivo ad una neo-vedova afflitta. Il problema, in altri termini, non sta nel — solo — paziente che a ben vedere siamo un po' tutti. Noi, cioè, siamo ad oggi quello che siamo oggi. Sono arrivati insieme e dovremmo imparare ad averne, sviluppandola, una coscienza olistica — totale — e da essa intendere che solo cambiando la totalità possiamo cambiare il particolare e solo cambiando il particolare noi arriviamo a mutare la totalità.

Per questo l'unica strada per eliminare dalla contemporaneità i più sgradevoli e terribili fenomeni che associamo alle dipendenze é uscire dall'inganno che ci porta a concepirli come la mela marcia di un albero fruttuoso.

Per fornire queste risultanze la calcolatrice necessita di raccogliere dati, nella forma per lei funzionale, ovvero deve registrare la pressione in sequenza del dito sui suoi tasti cui assegna un determinato valore operativo.

La calcolatrice, per farla breve, riconosce solo un mondo di stimoli codificati cui assegna un valore e fa seguire delle operazioni. Potrebbe essere usata da un carceriere che sta contando quanti detenuti mettere a morte o da un panettiere che valuta quanti chilogrammi di farina ci vogliono per l'impasto, a lei non interessa. Il suo mondo inizia con quelle informazioni le cifre battute sulla tastiera e finisce con delle risultanze.

Ora voi vi fareste guidare da una calcolatrice, per governare la vostra esistenza? Vi fareste guidare da qualcuno che riduce la vita ad un insieme di stimoli codificati e realizza operazioni programmate sulla base di essi?

D'altronde non c'è cosa peggiore di un ingannato convinto di non esserlo. Mi permetto un'ultima precisazione. Sono cosciente dei limiti di questo saggio. Per questo motivo questo saggio esce solo on-line su www. Francesco Sanna 21 ottobre Il linguaggio e l'inganno primordiale Le radici del comportamento compulsivo Come si costruisce la tossicodipendenza Teoria della revoluzione e tecniche di terapia revolutiva Non puoi continuare a fottertene di quello che ti dico Si volta, punta Cr.

Non lo fare mai più! Perchè non mi ascolti? Perchè te ne frega più di lei che di me? Il linguaggio e l'inganno primordiale. L'essere umano é un animale che si adatta nella ricerca di equilibrio. Lo sviluppo dell'adattamento é mediato dal linguaggio2 e in tal senso possiamo affermare che l'essere 1 Termine gergale per definire genericamente la soluzione materiale cui il consumatore e lo spacciatore riferiscono le proprietà psicoattive riconosciute all'eroina.

Pertanto non esaurisco il termine nel significato proprio della linguistica [Chomsky, ; Wittgenstein in Sparti, ] o della sociolinguistica [Duranti, ], ma lo sviluppo in relazione a quanto proposto dagli studi comunicativi di derivazione semiotica [Peirce, Saussure, Eco in Volli ], psicologica [Piaget,; Watzlawick ; Bateson, Jackson, Haley and Weakland, in Watzlawick ; Fromm, ] ed epistemologica [Goffman, ; Garfinkel H. Il linguaggio é quindi qui ora di classe su una prevenzione soggetta di alcolismo e tossicodipendenza come il sistema comunicativo dell'essere umano sul quale si fonda il suo sistema personale d'azione.

È dunque prodotto del linguaggio sia l'atto, in quanto reazione dell'organismo etero ambiente fisico e sociale o. Queste regole, come possiamo dedurre da Noam Chomsky3 [Chomsky, ] e soprattutto da Jean Piaget [Piaget,], sono fondate su una proprietà innata, che é essenzialmente la capacità di efficientare il meccanismo reattivo, a scopo performativo, attraverso la definizione di stimoli provenienti dal proprio sistema nervoso; tale proprietà, in un secondo livello di sviluppo, si traduce nella successiva organizzazione di tali stimoli in, e secondo, schemi interpretativi ordinanti.

Il bambino, stadio fondamentale dello sviluppo di ogni essere umano, svela quindi capacità linguistiche già quando riconosce differenza tra stati sensazionali, ovvero riconosce la presenza di un'unità d'azione all'interno del flusso informativo sensoriale e sensazionale4 cui é già sottoposto poche settimane dopo la sua.

È quindi linguistica l'azione processata dall'organismo secondo metodi interpretativi, mentre é prelinguistico l'atto istintivo [Piaget,], quale la suzione infantile, che diviene a sua volta linguistico nel momento in cui é affinato mediante l'esperienza [Piaget, ; Morris, ; Ora di classe su una prevenzione soggetta di alcolismo e tossicodipendenza e Jackson, in Watzlawick, ].

Inoltre, come dimostrano i più recenti studi sui linguaggi musicali [Sparti,p. Anche tale atto a basso grado di ponderazione logico deduttiva [Sparti, ] é quindi ascrivibile nei termini di un atto linguistico. Jean Piaget, uno dei principali punti di riferimento di questo studio, parla a proposito del linguaggio in termini riduttivi rispetto all'orizzonte di riferimento qui utilizzato, tuttavia articola con estrema chiarezza l'evoluzione infantile delle competenze linguistiche che lui definisce, per lo stadio iniziale, capacità senso motoria parlando di sviluppo, ovvero del processo di adattamento esistenziale avviato da un singolo attraverso, e nei termini di, ambiente fisico e ambiente sociale quali fattori esterni e fattori ereditari in sintesi, del processo di maturazione.

Questa cecità monodisciplinare, che qui é legata a Chomsky ma che ha esempi ovunque nel cammino della scienza umana, é spiegabile nei termini illustrati di seguito in questo studio. In questo studio é pertanto definito flusso informativo l'insieme degli stimoli sensoriali ovvero raccolti dai cinque sensi e sensazionali ovvero avvertiti internamente prodotti dal sistema nervoso.

All'insorgere dello sviluppo linguistico l'essere umano riesce ad aggiungere alle componenti sensoriale e sensazionale del flusso informativo un terzo elemento, ad esse correlato, che é l'informazione concettuale, solo in parte fondata sulle prime.

In questi termini é parte del flusso sia lo stimolo percettivo avvertito dell'immagine in movimento o della vibrazione sonora, sia il pensiero di.

Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus 5. Nell'insorgere di atteggiamenti e comportamenti cui possiamo riconoscere tale capacità, il bambino ci rivela di aver elaborato un sistema linguistico atto a distinguere due stati, sulla base di variazioni del flusso informativo, e reagire espressivamente ad essi in termini performativi5.

Attraverso l'educazione linguistica, ovvero l'esperire quotidiano - riconducibile quindi ad un continuativo processo di reazione linguisticamente orientata del soggetto a stati [Piaget, ] e situazioni relazionali [Duranti, ] - l'essere umano costruisce quello straordinario strumento di gestione esistenziale che é l'intelletto: un complesso sistema edificato mediante il linguaggio e quindi sulle sue regolein grado di garantire efficienza performativa nelle risposte ora di classe su una prevenzione soggetta di alcolismo e tossicodipendenza situazionali6.

Nel progredire dell'esistenza l'intelletto si sviluppa in qualità di sistema integrato di reazione situazionale, ovvero.

Il carattere semiotico di questo processo infantile sta nell'attribuzione e induzione intellettiva di significati fisici quale il benessere ed il malessere, il dolore ed il piacere rispetto ora di classe su una prevenzione soggetta di alcolismo e tossicodipendenza situazioni significanti l'assenza della madre rispetto alla presenza, l'essere in un luogo freddo rispetto all'essere in un luogo temperato. Pertanto é possibile affermare che la metabolizzazione cognitiva del flusso informativo subisce uno sviluppo [Piaget, ] direttamente proporzionale con l'evolversi dell'educazione linguistica.

Sul carattere performativo del linguaggio, come inteso in questo studio, é possibile trovare un'ottima spiegazione in molti passaggi di Piaget, L'equilibrio morale rappresenta, più che un qualcosa di effettivo, una sorta di imperativo categorico cui ogni processo di interpretazione e reazione ordinante della realtà si riferisce.

L'intelletto tende quindi naturalmente verso un equibrio morale, e questo per un motivo che introduce l'argomento chiave di questo articolo. Ogni essere vivente si é evoluto in funzione dell'adattamento, ovvero del proprio grado di integrazione e sopravvivenza all'interno dello spazio di esistenza. Il metro di misurazione del corretto adattamento per un organismo sono i sistemi di rilevazione sensoriale e sensazionale dai quali deriva la spinta all'azione [Bear, Connors, Paradiso, ].

Ciascun essere vivente evolve se stesso in funzione di questo mandato naturale, ovvero agisce, e più in generale adatta se stesso, per ridurre gli stati di malessere e ottenere stati di benessere secondo dinamiche equilibrative.

L'essere umano presenta le stesse identitiche radici del comportamento enunciate in precedenza in riferimento alla categoria generale degli esseri viventi, con tuttavia una peculiare specificità: tali radici sono mediate da uno strumento raffinato e speciale, risultato dell'evoluzione, che é per l'appunto il sistema intellettivo [Piaget], il quale genera, e successivamente controlla a diversi livelli, quello che comunente la psicologia definisce sistema.

La morale é riconosciuta comunemente come il sistema valoriale e concettuale cui riferiamo il comportamento ed in questo studio si intende per equilibrio morale il punto di soluzione bilanciativa cui tendono automaticamente l'insieme dei meccanismi interpretativi e reattivi avviati dall'intelletto e tesi alla sua conservazione quale autorità regolatrice dell'organismo.

La presenza di molteplici equilibri morali e la problematicità di riuscire a sviluppare ora di classe su una prevenzione soggetta di alcolismo e tossicodipendenza teorizzazione che riesca a spiegare se esista e nel caso in cosa consista la distinzione tra azione morale ed atto a-morale - quale l'atto istintivo o improvvisato o inconscio - insieme ad altre ragioni metodologiche ed epistemologiche, relegano purtroppo tale termine ad un ruolo minoritario nelle scienze sociali.

In una intervista rilasciata a Richard I. Il modello autoregolatore di Piaget propone sostanzialmente che i nuovi eventi ambientali sono assimilati in strutture cognitive esistenti e strutture esistenti sono trasformate per adattarsi a nuove situazioni ambientali. Come possiamo derivare da Goffman [, ] l'interazione quotidiana, più o meno occasionale che sia, é un punto determinante della generazione di un equilibrio personale, fondato sia sulla capacità di gestire equilibri relazionali puntuali quali quelli che la declinazione del sé, e quindi del nostro essere agenti sociali conservativi, ci consente di soddisfare sia sulla capacità di riconoscere in questa articolazione della propria esistenza un equilibrio generale poggiato su costrutti valoriali etero ed auto validati [Goffman E.

La stessa psicoterapia [Fromm, ; Freud, in Piaget, ; Watzlawick ] descrive la psiche con un sistema tendente ad un equilibrio, raggiunto attraverso dinamiche repressive e mascherative nevrosi e psicosi poi bilanciate, nei processi espressivi inconsci, in termini rivelativi. L'intelletto serve quindi l'essere umano nel suo processo di adattamento situazionale ed esistenziale, come qualsiasi sistema di azione reazione posseduto dagli altri animali9, con un'ulteriore sensibile differenza.

Gli altri animali utilizzano quale principale metro di validazione del processo di azione la generazione di stati di benessere o la repressione dello stato di malessere. In questi termini definisco inganno primordiale quel processo che porta l'intelletto ad autolegittimarsi quale sovrastruttura autoritaria nei confronti dell'organismo umano, fino al punto di avviare azioni contrarie al benessere di quest'ultimo per preservare la propria autorità centrale e soddisfare il proprio bisogno di equilibrio interno.

Le dipendenze patologiche rappresentano un esempio molto evidente di questo processo, poiché attestano la 8 Non è nell'interesse di questo studio, nè è derivabile dai suoi risultati, il determinare con chiarezza i termini di questa dialettica tra intelletto ora di classe su una prevenzione soggetta di alcolismo e tossicodipendenza psiche.

Posso unicamente accennare al fatto di aver tentato di sviluppare alcuni studi di terapia breve sulla nevrosi e psicosi [Jackson, Watzlawick in Watzlawick, ] alla luce dei concetti cardine espressi in questa trattazione.

Ho affiancato a tal proposito l'analisi interazionale ad alcune narrazioni oniriche interpretate secondo un metodo descritto nel testo in nota 14, p.

L'aspetto interessante di questo processo é il grado in cui l'intelletto intervenga all'interno della narrazione dell'esperienza onirica, perseguendo obiettivi conservativi, cosa ora di classe su una prevenzione soggetta di alcolismo e tossicodipendenza si traduce in processi repressivi e mascherativi quali la mutazione sintattica e la negazione di intere porzioni espressive di natura fortemente rivelativa che, in un racconto realizzato appena svegli, erano invece esplicitate.

Questo assunto costruzionista, ripreso da altri teorici e sviscerato ora di classe su una prevenzione soggetta di alcolismo e tossicodipendenza dal Paul Watzlawick [Watzlawick ], rivela l'inganno primordiale nella forma di svelare parzialmente la proprietà mascherativa dell'intelletto.

Se infatti Piaget afferma che l'intelletto costruisce la realtà, come aveva già rivelato Kant, poichè quest'ultima é in sè inconoscibile dagli esseri umani, é altrettanto vero che questo processo non solo é tenuto ad un livello di bassa criticità ovvero é coscientemente compreso solo in rare occasioni dall'intelletto stesso ma é anche e soprattutto traslato sulla dimensione comunitaria e culturale, secondo una raffinata strategia mascherativa dell'intelletto stesso.

Questo supporto sociale al mascheramento é a mio parere funzione della creazione societaria fondata su equilibri morali segnati dall'inganno primordiale. In particolare l'inganno primordiale si sviluppa nella tossicodipendenza tipologia di dipendenza patologica attraverso una dinamica conservativa che tende a misconoscere il mandato naturale fino alla negazione della stessa legittimità di quest'ultimo, rispetto alla soddisfazione di un ora di classe su una prevenzione soggetta di alcolismo e tossicodipendenza morale ad esso opposto.

Le radici del comportamento compulsivo Gli esseri umani sono definiti biologicamente sistemi aperti Il cibo rappresenta a questo proposito un caso esemplificativo molto chiaro: esiste un ente all'interno dell'ambiente fisico di riferimento ad esempio una mela e l'essere umano, quale reazione ad uno stato di necessità la 11 Non ritengo che ora di classe su una prevenzione soggetta di alcolismo e tossicodipendenza possibile parlare dell'inizio di una ricerca, ma di stadi di specializzazione indagativa all'interno di un percorso di maturazione personale ed esistenziale.

Ora di classe su una prevenzione soggetta di alcolismo e tossicodipendenza metabolismo degli esseri umani si fonda su tale dipendenza da enti esterni ora di classe su una prevenzione soggetta di alcolismo e tossicodipendenza noi e, più in generale, da una costitutiva dipendenza dall'esistere in ambienti atti alla nostra sopravvivenza, ovvero spazi ove siano raggiungibili enti in grado di garantirci risorse nutritive, una buona dose di ossigeno ogni unità di tempo x ed una temperatura sostenibile.

In questi termini é rilevabile come l'essere umano nasca articolando sin da subito la sua ora di classe su una prevenzione soggetta di alcolismo e tossicodipendenza di equilibrio fisico attraverso il conoscere e riconoscere la sua sostanziale dipendenza esistenziale. Come infatti rivelano gli studi di epistemologia genetica [Piaget ], un infante approccia la sua esistenza extrauterina mediante l'esperienza non linguisticamente interpretata della sua carenza costitutiva13, principalmente avvertendo lo stato di malessere o di benessere associato a determinate condizioni, proprie e ambientali.

In un testo promosso dal Centro Studi sulle Dipendenze Patologiche dell'Università degli Studi di Siena 15 ho descritto a proposito quanto il comportamento del lattante sia nella sostanza assimilabile ai criteri diagnostici che l'American Psychiatric Association descrive nel DSM-IV-TR16 quale insieme espressivo di un'identità patologicamente dipendente. Con tale esercizio linguistico ho voluto dimostrare sia quanto l'essere umano sia costitutivamente stimolato alla formazione e conservazione di script assunti come atti al superamento di squilibri esistenziali, cui tendiamo in molti casi ad associare il termine compulsione, sia quanto qualsiasi definizione della dipendenza che intenda confinare le dinamiche della risoluzione del bisogno alla presenza di una patologia possa essere ritenuta 13 La definizione animale carente applicata all'essere umano è di Helmut Plessner, debitore tuttavia degli studi di Arnold Gehlen, ripresa e rielaborata da Desmond Morris [Morris, ].

La nota si riferisce alle pagine 34 e Da quel parallelo lattante-tossicodipendente é tuttavia deducibile un ulteriore punto cardine di questo studio, ovvero che la tossicodipendenza inizia con l'esperire esistenziale dell'infante, ovvero con i primi stati di squilibrio cui l'organismo risponde esprimendo nel caso dell'infante in modo pre-linguistico il bisogno innato del loro superamento in stati di equilibrio Comunemente le neuroscienze definiscono quest'ultima il bisogno profondo di generazione di determinati script, cui legano l'assunzione di determinate sostanze o, più con precisione, il raggiungimento di determinati stati sensazionali.

Come conseguenza di questa premessa metodologica possiamo dire che un terapeuta del settore identifica la presenza di un dipendente patologico attraverso il riconoscimento in lui di sintomi compulsivi [Nava. Posto in questi termini tale potere definitivo accostato alla compulsione ovvero il segnalare chi è dipendente e chi no dovrebbe essere associato ad una forte connotazione patogena di tale proprietà comportamentale. In altri termini dovremmo poter distinguere due insiemi all'interno del macro insieme del genere umano: da una parte i compulsivi e dall'altra i non compulsivi.

Curiosamente questa distinzione é data per scontata nella maggioranza dei testi neuroscientifici [Nava, ; Bear, Connors, Paradiso, ], mentre rappresenta un punto chiave di problematicità evidenziato negli studi etnografici [Bourgois, ; Becker, ; Dal Lago e Quadrelli ]. Partiamo nella spiegazione di questa teoria dai dati ottenuti dall'epistemologia genetica. Inoltre é importante sottolineare quanto l'espressione infantile del malessere derivato dalla fame sia fondamentalmente un atto istintivo di reazione rapida ad uno squilibrio.

Tale proprietà espressiva é quindi definibile pre-linguistica, nell'idea secondo la quale non é in alcun modo riferibile ad un ora di classe su una prevenzione soggetta di alcolismo e tossicodipendenza di apprendimento, che tuttavia prende l'avvio non appena l'infante inizia a riconoscere aspetti quali la capacità causale di quell'istinto.

Un bambino di pochi giorni che impara ad associare la limitazione di stati di squilibrio alla sua espressione degli stessi, sta mettendo le basi per lo sviluppo di una vera e propria ermeneutica. È a questo punto che si assiste alla generazione di sintomi ovvero comportamenti riconosciuti come dotati di significato correlati al concetto di compulsione.

Infatti il riconoscimento di script atti al superamento di una condizione di disagio squilibrio porta automaticamente all'esibizione di sforzi volti all'attivazione di tali script. L'ossessività con la quale un bambino esprime il suo bisogno di superare la condizione di malessere, e parallelamente rivela la sua esigenza di poter influire sui suoi stati, é riconducibile teoricamente alla definizione di compulsione.

L'inquietudine esistenziale di un bambino nasce appunto quando attraverso il decentramento [Piaget ] inizia ad avere coscienza articolata della sua presenza nell'ambiente fisico e sociale, e quindi riconosce quanto é limitato e contingente il suo potere partecipativo reazione intellettiva nell'avviamento di script risolutivi delle proprie condizioni di squilibrio.

La compulsione cresce per l'appunto in questo terreno fertile, contrassegnato da una psiche segnata dall'inganno primordiale. A questo punto mi é necessario introdurre il concetto di concentramento. Quando l'organismo di un essere vivente é in uno stato di necessità, avvia immediatamente le proprie strategie di risoluzione dello stesso e questo si traduce, per la parte intellettiva, nell'attivazione di tecniche linguistiche ordinanti.