Radice di un acorus e un alcolismo

SPOT contro l'alcolismo IO NON ME LA BEVO

Tedeschi e alcolismo

Recommend Documents. Roberto Finesi; dello stesso sono anche le note radice di un acorus e un alcolismo compaiono a fondo pagina. Biografia di P. Atanasio La V edizione del libro di P. Crediamo pertanto che non sarà discaro a quanti lo hanno conosciuto e a quanti ne hanno sentito parlare, premettere a questa edizione postuma un breve profilo dell'Autore, perché la sua memoria rimanga ancora unita alla sua opera.

Sacerdote cappuccino Padre Atanasio Cristofori — Angelo al battesimo — nasceva a Grauno, minuscolo centro della Valle di Cembra il 24 luglio A sedici anni scendeva a Trento, accompagnato da mamma Cecilia, per chiedere di essere ammesso tra i frati cappuccini.

Non gli mancava quindi una preparazione scolastica, sia pure rudimentale, ma sufficiente per essere ammesso agli studi conventuali. E fu accettato. Fu ordinato sacerdote il 14 febbraio Aveva quindi un repertorio che, almeno nei primi anni mandava a memoria, come del resto era consuetudine di tutti i predicatori popolari. Predicazione eminentemente ed esclusivamente popolare, dunque. Lo aiutava a farsi ascoltare anche il suo aspetto prestante, dalla barba fluente del profeta e la voce tonante: raccontava, compiacendosene, di quel prete di montagna Ruffré, per l'esattezzache temeva radice di un acorus e un alcolismo le vetrate della piccola chiesa!

Atanasio portava con sé. Durante la prima guerra mondiale fu anche cappellano militare al Tonale e sulla Presanella, ma solo per qualche mese, perché la vita militare non era radice di un acorus e un alcolismo per lui e la divisa gli era più pesante e ingombrante del saio francescano.

Il frate delle erbe All'interno della sua vocazione francescana ne nacque ben presto un'altra, in piena armonia e sintonia con la prima: quella dell'interesse per la natura, gli animali, le erbe, i funghi: anch'essi creature di Dio, dono di Dio agli uomini. Fu certamente una vocazione innata, un'inclinazione tutta personale. In ogni convento francescano c'è sempre un giardino per i fiori, un claustro ingentilito di corolle.

È quanto P. La prima risale alla mia giovinezza, e fu l'amore di predilezione alla Botanica. Quest'amore, crescendo sempre con gli anni, mi diede occasione, in convento e fuori, di dedicare tutti i ritagli di tempo disponibili a questo studio, mediante mezzi didattici, esperimenti e conversando con persone radice di un acorus e un alcolismo. Atanasio non poté conoscere di persona il suo confratello cappuccino e conterraneo P.

Più tardi, ormai sacerdote, conobbe e fu amico del Bresadola stesso: benché applicato, più che alla micologia, alla fitologia e alla fitoterapia, conosceva a fondo, l'opera bresadoliana, tanto da poterne citare a memoria le pagine dei radice di un acorus e un alcolismo volumi più diffusi, per ogni fungo che gli fosse mostrato: è la testimonianza di un suo collaboratore.

Giovanni Pedrotti, il maestro Biasioni, il Comm. Michele, Guido Sette, farmacista di Cembra, ecc. Non possiamo tacere il nome del Prof.

Il Prof. Giuseppe 3 Gabrielli, dell'Università di Ferrara, solandro e erborista, commemorando P. Felice Gioelli, che, divenuto in seguito ordinario di questa disciplina, quindi rettore dell'Università di Ferrara, il caso volle fosse anche mio maestro, e che con lui sostenessi la tesi di radice di un acorus e un alcolismo. Di questa partecipazione diligente alle lezioni è testimonianza un piccolo blok di appunti, scritti con meticolosa pazienza, come da uno scolaretto diligente, durante l'insegnamento e gli esperimenti dei maestri, dei quali ben presto radice di un acorus e un alcolismo più che discepolo, amico e collaboratore, mantenendosi in frequente corrispondenza.

Il notes è molto sciupato e porta i segni di radice di un acorus e un alcolismo continua e diuturna consultazione. Per questo ho evitato la terminologia medica, ho tralasciato quasi tutte le piante velenosè nella I Edizioneperché nella cura delle malattie, non si avesse a sorpassare.

Il libretto andrà poi arricchendosi e rimpolpandosi nelle successive edizioni. Basta osservare la data e il progressivo aumento delle pagine per farsi un'idea della diffusione del libro e della cura meticolosa con cui l'Autore lo ha curato e seguito.

Prefazione dell'Autore - duplice indice alfabetico: delle piante descritte nel libro e delle malattie e corrispondenti cure. Ardesi - Trento - - pag. Vi è aggiunto un Atlantino in 12 Tavole a colori, con nome delle piante in italiano e latino.

L'Atlante è stampato ad Esslingen in Germania dalla J. Schreiber Verlag come appendice al libro di Christiansens A. Munchen, IV Edizione riveduta, ampliata radice di un acorus e un alcolismo nuovo ricettario. La pubblicazione porta tutti i segni del tempo di guerra: carta, stampa e soprattutto la mancanza dell'Atlante illustrativo, che si poté avere solo in un numero limitato di copie per la difficoltà dell'importazione.

Porta la prefazione del Prof. Alla fine di questa forse troppo lunga enumerazione mi sembra di poter dire che due sono principalmente i meriti dell'opera di P. Atanasio, prescindendo dal suo valore scientifico: quello di essere riuscito a volgarizzare e rendere elementare ed accessibile a ogni classe di persone una scienza che non è delle più facili, illluminando soprattutto i più sprovvisti ad apprezzare la ricchezza che li circonda nella natura; e lo spirito di carità e di fede da cui tutto il libro è animato.

Ma l'attività scientifica di P. Atanasio non si ridusse alla composizione del libro, a correggere, aggiungere, chiarire meglio le procedure pratiche per la preparazione delle erbe medicinali, lavoro riservato ai mesi radice di un acorus e un alcolismo lunghi e solitari nel convento di Terzolas, ma appena si apriva la stagione e i primi radice di un acorus e un alcolismo e le prime erbe comparivano sulle montagne circostanti, incominciavano anche per il frate le lunghe escursioni nei boschi, solo o con amici e collaboratori e al ritorno, il sacco da montagna era sempre pieno e fragrante di mille odori e colori.

Intensa anche la sua collaborazione al Consorzio Erboristico Regionale di cui era membro della Commissione scientifica fino dal e la partecipazione sua sempre entusiastica alla fondazione e alla manutenzione dell'orto botanico alle Viotte di Monte Bondone. Continua e appassionata anche l'opera di divulgazione con conferenze e lezioni a gruppi botanici e in particolare ai maestri elementari.

Con questi in particolarmente faceva opera di educazione ecologica. Atanasio probabilmente non è ancora riuscita a darci la sua fisionomia umana verace e autentica, come l'hanno conosciuta le genti della Valle di Sole e di Non che lo incontravano sulle loro strade nelle sue scorribande pastorali e scientifiche. Chi non lo conosceva? L'apparire della sua figura ieratica di patriarca dalla barba fluente e dal sorriso ilare di bambino rimasto tale anche se cresciuto e invecchiato, era sempre una sulle piazze dei paesi, nelle baite di montagna, nelle chiese e case.

Atanasio fu veramente un semplice, un umile, un buono: come San Francesco voleva i suoi figli. Credo non abbia mai avuto non solo nemici, ma neppure avversari, competitori, invidiosi o malevoli.

Avvicinava tutti con la medesima confidenza e sicurezza. Con la medesima confidenza e disinvoltura dava e chiedeva, ammoniva, rimbrottava e lodava, lasciando sempre tutti con l'animo pacato e contento. Ci auguriamo che il ritorno di P. Atanasio attraverso le pagine del suo libro valga non solo a portare sollievo a quanti soffrono nel corpo e nello spirito, ma anche a ricordarci che Dio ci vuoi bene e che le creature che ci ha messe vicine sono l'attestazione concreta della Sua bontà e della Sua Provvidenza.

Anche gli stessi sanitari, abbandonando i fitofarmaci, formatisi sotto l'influsso di quel potente reattivo chimico, che è il sole, prestarono volentieri l'orecchio alle interessate lusinghe di quei fabbricanti stranieri, che riversavano continuamente sul nostro mercato, sotto diversi nomi reboanti, la loro produzione di materie coloranti, spacciate per medicamenti di ammirabile efficacia.

Già sullo scorcio dei secolo passato un discreto numero dei nostri medici italiani studiarono e seppero valutare i benefici apportati dalle piante ed erbe medicinali, all'umanità sofferente; e nel il professor Oreste Mattirolo propose alle sfere governative un progetto di legge a tutela del patrimonio costituito dalla nostra flora medicinale.

Con questa legge, approvata il 6 gennaioGiacomo Acerbo, Ministro dell'Agricoltura e Foreste, riuniva una Commissione di agronomi, chimici, medici industriali per uno studio serio, destinato allo radice di un acorus e un alcolismo razionale della nostra flora officinale. Frutto di questa legge provvidenziale fu lo studio appassionato in seno a tutte le classi e in tutta la nazione; il programma dell'Erboristeria introdotto nelle scuole; il ritorno di tanti medici all'uso dei semplici; l'istituzione di parecchi Consorzi Erboristici Regionali, di Istituti Chimici per la preparazione di medicinali a base di puro vegetale e di interessantissimi Corsi Erboristici tenuti nelle diverse Regie Università per il conseguimento del Diploma di 7 Erborista legale specializzato.

Frutto di questa provvida legge sull'Erboristeria furono le belle e interessanti opere edite da valenti uomini nostri, quali: un dottor Negri con il radice di un acorus e un alcolismo Erbario figurato; un dottor Fidi con le sue: Erbe e Piante medicinali; un dottor Alessandro de Mori con le sue: Piante officinali e il chiarissimo dottor Radice di un acorus e un alcolismo Inverni con radice di un acorus e un alcolismo sue opere riflettenti questo vago, utilissimo e redditizio campo dell'Erboristeria.

Giacché è provato che la forma, il colore e le dimensioni, come pure la potenzialità terapeutica dipendono da questi fattori. E questa precauzione oculata deve aversi sempre presente, trattandosi di piante velenose p.

Veratrum album e Gentiana lutea, ecc. L'Erborista deve usare questa pratica specialmente con le piante o erbe già essiccate, perché, in tale stato, rappresentano forme e colori diversi dallo stato verde. Quindi l'obbligo di tenerle separate le une dalle altre, e mettervi per tempo a ciascuna la propria etichetta. Di qui anche la necessità di conoscere le parti utilizzabili della pianta, se si debba cioè raccoglierla intera, o le foglie, o i fiori, o le radice di un acorus e un alcolismo fiorite o la corteccia, radici, rizomi, semi, bacche, libro, o una o più di queste parti combinate insieme.

L'epoca della raccolta varia secondo le diverse piante, e secondo le diversi parti d'una stessa pianta che si vuole utilizzare. Per avere un raccolto più o meno abbondante, più o meno ricco di principii attivi, si deve radice di un acorus e un alcolismo attenzione alla qualità del terreno, al clima, al luogo e anche alla coltivazione. In quanto alla coltivazione si fa notare che le piante spontanee sono più ricche di principi attivi che non quelle 8 coltivate, a meno che la coltura si faccia in un ambiente voluto dall'attitudine e dal terreno delle piante spontanee.

Nella raccolta delle foglie, dei fiori e sommità fiorite si deve fare attenzione di non danneggiare le piante. Le radici, i tuberi, i bulbi e i rizomi devono essere interi, ben puliti e ben conservati.

Ogni raccolta deve farsi in giornate serene o almeno asciutte. Le radici, i tuberi, i bulbi e i rizomi si raccolgono preferibilmente in primavera, quando incominciano a spuntare le foglie, o in autunno, dopo la caduta delle foglie o del caule, se la pianta è biennale.

Per il medesimo titolo si raccolgono pure d'autunno le cortecce e le parti legnose: anzi, per queste, è preferibile l'inverno. Gli steli e le foglie si raccolgono in principio di fioritura, perché prima le piante sarebbero troppo pregne di acqua; più tardi invece, i principii attivi passerebbero nei fiori. I fiori vengono raccolti al tempo della fecondazione, cioè quando si aprono.

Le foglie e i fiori delle labiate si raccolgono quando le piante sono in piena fioritura. Per quanto riguarda la raccolta dei frutti e dei semi si consiglia di prenderli a perfetta maturità, fatta eccezione delle piante ombrellifere i cui semi devono raccogliersi prima della maturazione, perché non avendo la maturazione simultanea, andrebbero perduti radice di un acorus e un alcolismo semi più sviluppati.

I ritardatari si possono maturare con l'essiccazione. E questi semi, perché di maturazione irregolare, devono essiccarsi al sole. Le foglie, specialmente se sono destinate al commercio, devono essere monde, cioè senza picciolo. Le piante aromatiche possono, in un primo tempo, esporsi al sole, mai a bagnomaria o al forno; tutt'al più, in via eccezionale, si possono essiccare in una stanza riscaldata. Per l'essiccazione sia all'ombra che al sole o al forno, è necessario che la pianta, o i fiori, o le radici siano bene distese; e prima di mettere a fissa dimora la parte di pianta che si vuoi utilizzare, deve essere talmente secca, che stropicciandola, si possa polverizzare.

Perché le piante, le foglie e i fiori possano mantenere, nel miglior modo possibile, il colore, e quindi renderle commerciabili, non si devono mai pressare nello stato verde in ceste o altro, ma praticare subito l'essiccazione giusta le norme qui prescritte. Per l'essiccazione di radici, bulbi, rizomi, tuberi e cortecce, è necessario siano tagliati in pezzetti orizzontali o verticali, secondo le prescrizioni farmacologiche.

L'essiccazione di piante minute o acquose si fa legandole a 9 mazzetti e sospendendole in aria a una corda. Prima dell'essiccazione delle piante è necessario praticare accuratamente la pulitura, la lavatura, se occorre, e lo scarto delle parti marce o deteriorate.

Altri mi domandarono la distinzione che passa tra thè o infuso e decotto, come pure la spiegazione delle parole estratto, tintura, succo, tisana, ecc. Tutto questo per le piante ed erbe non venefiche, perché per le venefiche è necessario stare all'indicazione o consultare il medico. Dopo circa 15 minuti si filtra e si zucchera, o meno, secondo i gusti. Per certe piante, specialmente amare, è consigliabile usare una seconda volta, aggiungendovene metà di nuove.

ESTRATTO 10 Si ha l'estratto di una pianta, quando si adoperano dei solventi, che possono essere acquosi, idroalcoolici, alcoolici ed eterei, conforme se si adopera acqua distillata, o alcool diluito, o solo alcool, o etere. Questa operazione si compie in due volte, e precisamente: si mette la droga nella metà dell'alcool che si vuoi adoperare per giorni, poi si versa in un recipiente, immettendovi l'altra metà di alcool per altri 5 giorni; indi si versa, si spreme il residuo, si uniscono insieme i due liquidi, e poi si filtrano.

SUCCO Il succo si ottiene spremendo la pianta verde in un torchietto o in un mortaio, badando che la pianta sia ben lavata e sufficientemente tagliuzzata.

La pasta ottenuta si spreme in un sacchetto di tela.