Strade nazionali di trattamento di alcolismo femminile

Alcolismo: come uscirne?

Se il marito beve siccome influenza la concezione

Visualizzazione post con etichetta alcolismo. Mostra tutti i post. Prima di riportare la storia d'oggi vorrei precisare che il copia e incolla non è per fare pubblico o riempire il blog e il mio spazio di Facebook su chi i post vanno in automatico ma è dovuto al fatto che solo i giornali locali o quelli nazionali nelle ultime pagine di cronache ai margini appunto salvo che esse non si ribellino o non commettano illegalità pubblicano tale news che riguardano le anime salve.

I morti sono ottocento l'anno. C'è un fronte che resiste. Dice che all'origine della malattia c'è un disagio esistenziale. Di ogni genere: casalinghe adorabili, impiegati rigorosi, solerti vigili urbani, barboni disorientati, signorine insospettabili, pie donne divise tra Dio e la bottiglia, miserabili abbonati all'inferno dalla nascita. Non è il caso che vi prepariate a strizzare lacrime perché questa gente non ne ha bisogno e nemmeno le gradisce.

Non chiede elemosine e neppure solidarietà. Si è salvata da sola. Grosso modo si tratta di oltre mille famiglie del Basso Sulcis terremotate dall'alcol.

Col tempo, visto che i risultati sono stati incoraggianti, hanno strade nazionali di trattamento di alcolismo femminile l'orizzonte ai malati di tumore e agli autistici. Tutti insieme fanno un'associazione che si chiama Amici della vitaassociazione - tenetevi forte - che non ha mai chiesto finanziamenti pubblici, non dipende strade nazionali di trattamento di alcolismo femminile pietà di un padrino politico, non ha voti di scambio da offrire sulla piazza.

Tutti insieme fanno un'associazione che si chiama Amici della vitaassociazione -tenetevi forte - che non ha mai chiesto finanziamenti pubblici, non dipende dalla pietà di un padrino politico, non ha voti di scambio da offrire sulla piazza.

Dietro questo strano popolo di zombi miracolati c'è un medico che ha un'idea bizzarra e vincente per la lotta all'alcolismo: niente farmaci salvo quelli essenziali. Giorgio Madeddu, 56 anni, due figli, vive e lavora a Iglesias.

Quale sarebbe stato il suo futuro l'ha capito che era adolescente: una notte, tornando a strade nazionali di trattamento di alcolismo femminile dopo aver visto un film, ha calpestato nell'androne quello che credeva un fagotto di detriti dimenticato dai muratori impegnati in un cantiere vicino.

Quando ha sentito un lamento s'è fermato di colpo. Un ubriaco che aveva cercato rifugio nel palazzo dove. Dietro questo strano popolo di zombi miracolati c'è un medico che ha un'idea bizzarra e vincente per la lotta all'alcolismo: niente farmaci salvo quelli essenziali ma ricerca in se stessi e sostegno dei propri cari. Quell'episodio lo ha segnato. A parte la laurea in Medicina e i corsi di psicoterapia della dipendenza, ha dedicato la sua vita ad una malattia perché di malattia stiamo parlando che ancora oggi stenta ad essere riconosciuta.

Qualche numero, giusto per capirci, spiegherà strade nazionali di trattamento di alcolismo femminile in Italia gli alcolizzati sono un milione e seicentomila, ogni anno ne muoiono cinquantamila.

In Sardegna quarantamila famiglie convivono con un alcolista e i cadaveri ammontano a ottocento l'anno. Madeddu non esita a dissentire da un gigante della materia, il farmacologo Gian Luigi Gessa, che fa risalire l'origine dell'alcolismo a Noè, primissimo ubriacone certificato.

Dunque, curando il disagio cancello l'alcolismo. Il terreno di discussione è decisamente scivoloso ma Giorgio Madeddu difende la sua tesi sulla base di un'esperienza cominciata venticinque anni fa e ancora lanciatissima in tutto il Sulcis. Dove l'alcolismo, racconta, è compagno della miseria. E quando tocca le donne propone poi statistiche taroccate perché omertà e vergogna non fanno affiorare nulla: questo per dire che i dati ufficiali sono, in realtà, infinitamente peggiori. Contiamo cinquecento militanti e quindici centri d'ascolto tra Iglesias e Teulada.

C'è un responsabile scientifico, che sono io, e numerosi specialisti che ci affiancano. Il ginepro non muore nelle estati di siccità.

Neanche noi. Ce ne sono di rispettabili: per esempio Tore Cherchi, ex presidente della Provincia. Sono comunità di alcolisti ma non solo che condividono speranze e disagi. Funzionano anche coi malati tumorali. Durano tutta la vita. Facciamo trekking, marce, pizzate analcoliche, giornate della sobrietà. Lei paragona gli alcolisti agli assetati di danaro e potere: perché? Sono molti i politici detronizzati che vanno in depressione e in dipendenza.

Dieci, e non per modo di dire. O signore che bevevano 25 birre, sempre al giorno. I giovani invece amano l'abuso multiplo: alcol e cocaina, oppure eroina, ecstasy, canne. Se tutto il nucleo familiare ci aiuta, risolviamo settanta casi strade nazionali di trattamento di alcolismo femminile cento.

Il per cento ci ricasca prima di arrivare alla sobrietà duratura. La prima cosa che mi chiedono? Ricomporre il nucleo familiare disintegrato. Aveva ragione Billy Wilder: un bicchiere è troppo, cento sono pochi. L'alcolista deve sposare la sobrietà per tutta strade nazionali di trattamento di alcolismo femminile vita.

Uno se n'è andato in malo modo perché gli avevo chiesto di non picchiare la moglie. L'ho sperimentato nel e mai più utilizzato. È pericoloso perché non interrompe l'abuso alcolico e crea un cocktail micidiale. E magari mi sbagliavo. Altre volte ho visto la vittoria a un passo e poi tutto è precipitato. In 25 anni di lavoro conto almeno duecento morti per patologie alcol-correlate. Penso a quel ragazzo polidipendente che mi aveva chiesto un colloquio.

Ero infognato di lavoro e gliel'ho rimandato. Due giorni dopo s'è schiantato con la moto contro un muro. È accaduto molti anni fa ma io continuo a domandarmi: se l'avessi ascoltato, sarebbe successo lo stesso?

A seguire, l'ha scaricato la famiglia ed è finito a fare il barbone. In ospedale, dopo una crisi terribile di delirium tremens, sono riuscito a recuperarlo. Ma si rifiutava di frequentare i gruppi di auto-aiuto e io ero certo che ci sarebbe ricascato. Finché un giorno Era salvo. Sono stato un presuntuoso a credere che solo i gruppi di auto-aiuto potessero proteggerlo. Perché da questa gente ho imparato più che all'università.

L'eroismo delle mogli degli alcolisti che non si arrendono sono un esempio strepitoso di senso della vita. Appena 25 anni fa la Medicina considerava alcolisti e strade nazionali di trattamento di alcolismo femminile irrecuperabili.

Ho visto sotto i miei occhi centinaia di famiglie rinascere, ho visto morti in pole position ricominciare a vivere. Oggi gran parte di queste persone sono miei compagni di strada. Sono o non sono un uomo fortunato? Etichette: alcolismoautodistruzionebattere e levarebellezza dei marginigruppi di auto aiutoguarire senza farmacila mia battagliarinascitasperanzaveri eroi. Post più vecchi Home page.

Iscriviti a: Post Atom.