Se la vodka diventa otto stessi non smetteremo di bere

Alcolismo: uscirne è possibile

Raccolga funghi lo scarabeo di sterco noioso dalla terra lalcolismo bianco

La Sicilia non dovrebbe essere per tutti; dovrebbe esser tenuta nascosta come si fa con quelle feste a Brooklyn in cui entri solo se sai il codice a sei cifre da inserire al portone.

Basterebbe quantomeno una dogana severa, delle leggi impietose se la vodka diventa otto stessi non smetteremo di bere non facciano entrare più di venti persone a stagione oppure che si entri solo attraverso conoscenze, come si usa nei club per ricchi anziani. Che vuol dire è mezzogiorno?! Ma non capite? Io temo che il cibo finisca se si continua ad offrirlo a tutti e a farlo conoscere agli americani; io ho paura che la Sicilia venga consumata dai tedeschi rosa maialino ma agguerriti.

Temo se la vodka diventa otto stessi non smetteremo di bere prima o poi, tutti sappiano quanto son belle le Madonie, che fermento culturale ci sia nelle vie della Kalsa, quanto sia bona la granita a Noto e che razza di natura ci sia a Ginostra. Provate anche voi a fare i famosi scontrini da capogiro che fanno a Roma, quelli da cinquecento euro per due fritti misti e vedrete che il turismo vi lascerà in pace, prima o poi! Il privato maledetto ha mille scuse per mettere alla prova anche la pazienza del corriere più duro e puro.

Scendi sul pianerottolo, abbraccialo anche se è tutto sudato e scusati. Fin dai tempi di Mozart ma anche prima, i musicisti hanno sempre fatto innamorare o, quantomeno, hanno un fascino che li salvaguarda dalla notte dei tempi.

Perché hai sempre Dio dalla tua parte ma nel senso che, a meno che tu non sia Ray Manzarek o Keith Emerson, suoni solo in parrocchia.

Se invece sei organista ma donna sei la copia sputata di Susanna Agnelli ma sempre senza il suo conto in banca. In entrambi i casi, comunque parliamo di soggetti che fanno un mix di pena e timore ma non certo erotismo. In tutti questi casi sia che trasporti bare, che sembri Marzullo o Susanna Agnelli o che, peggio mi sento, studi chimica immagino un soggetto che difficilmente si possa calmare, fermare o disinnescare mentre sta suonando; non so perché.

Ho visto questo ragazzo che mescola, dentro di me, tantissime sensazioni quasi quante i suoi stili. Un talento, quello degli organisti, indiscutibile altrimenti Carpenter sarebbe in se la vodka diventa otto stessi non smetteremo di bere insieme a Marzullo che, visto il discorso sui talenti, risulta essere, a questo punto, davvero fuori contesto.

Ascolta, amico: se stai per viaggiare da solo non potrà succederti nulla di male, nonostante la cronaca nera cerchi di dissuaderti, a riguardo. Ma se accanto al sedile dove hai posato le tue chiappe turistiche vi è putacaso un compagno di viaggio, la tua sposa, tuo fratello o la comitiva dei coscritti, hai ottime ragioni per considerare il tuo viaggio gloriosamente fottuto.

Perché un buon compagno di viaggio è più raro di un ufficio pubblico funzionante in Italia, più pregevole di una canzone antecedente al periodo cupo di rap e di talents che stiamo vivendo, più prezioso del tesoro di Mussolini che riposa in fondo al lago di Como mentre sulla terra, impazza la sua ideologia.

Ci sono poche speranze che, nel corso della tua breve vita tu possa godere della compagnia di un amico che sappia davvero viaggiare, oltre esserti amico, impresa già ardua. Hai chiesto a tua sorella se alla fine ha comprato la vaporiera ad energia solare? Hai fatto finta di non vedere cosa stanno combinando con quel povero partito che fu il pd? Hai detto ai vicini di chiamarci se vedono dei rumeni che passeggiano davanti casa? Nessuna professione è riuscita, negli anni, a causare una vera e propria metamorfosi seriale in chi, appunto, la professa.

Esistono lavori anonimi e persone che trattano il proprio lavoro come un metodo sterile per accumulare denaro da spendere nel tempo libero e poi esistono le professioni che inglobano la vita degli individui che riescono ad appassionarsi alle proprie mansioni retribuite.

La camicia ha il bottom-down o lo stemma di evidente contraffazione ma non riesce a nascondere sotto i propri polsini, duri e friabili come il cartongesso, il gigantesco, monumentale orologio Fossil in acciaio cromato, in grado di aggiungere otto chili in più al peso dell agente immobiliare che lo indossa.

Come vedete, siamo partiti dal sacerdote e velocemente arrivati ad una creatura che ha bisogno della benedizione del sacerdote. Durante il loro orario di lavoro, sia sacerdote che agente immobiliare non parlano italiano corrente: il primo esibisce latinismi difficili da comprendere oppure tematiche evanescenti che possono esser facilmente confuse con le saghe di Tolkien; il secondo si lancia in una vertiginosa selezione di termini desueti che giammai vengono utilizzati nei colloqui contemporanei come locazione, terra-cielo usato anche dal sacerdotedisimpegno e, persino proprietàparola pericolosa, sacrilega, ai limiti della scomunica, se pronunciata in Italia, di questi tempi.

Il fisco fa se la vodka diventa otto stessi non smetteremo di bere alla tua voglia di costruire sogni pur essendo residente in Italia, fa male al tuo buonumore, specialmente quando passeggi per la tua città e vedi che il denaro che ti hanno tolto non viene utilizzato per il di lei benessere e, di conseguenza, neanche per il tuo di benessere che perde colpi, ogni anno che passa.

Il fisco non ha un nome ed un cognome contro il quale potersi accanire e ti fa passare la voglia di lavorare quando ti accorgi che tu lavori e lui non fa un cazzo ma dividete la busta paga.

Il giorno senza fisco, vi prego! Oppure, il giorno senza Iva che aspettiamo dal primo giorno di se la vodka diventa otto stessi non smetteremo di bere in onda di Ok, il prezzo è giusto! Un giorno in cui tutti, legalmente, non pagano le imposte con il solo motivo di esser più felici.

Come ho potuto scrivere per tutti questi anni senza mai dedicarmi un attimo alla figura mitologica del bidello?! Tonino che si pigliava i regali di Natale sottobanco, dalle madri come la mia, convinte di poter corrompere il bidello Tonino, convinte che poi il bidello Tonino non avrebbe fatto del male alla bambina Arianna perché, si sa, il bidello è un soggetto potenzialmente malintenzionato grazie alla bottiglia di vino offerta dalla mamma. Non temere, ragazzo: il bidello non ti manderà mai bevuto con lo stato, la maestra o il genitore perché Tonino, in quanto bidello, ha provato tutte le tue stesse, brutte sensazioni di fronte al potere.

Dio protegga i bidelli dalle divise, dalle scarpe a norma, dai genitori e dalla cirrosi epatica causata dai loro tentativi di corruzione. Stranieri come disse qualcuno più grande di mevi prego, non lasciateci soli con gli italiani.

Non abbandonatici nelle mani di quelli che vanno a passeggiare al centro commerciale, di domenica, di quelli che vanno da McDonald per far tacere i figli, nelle grinfie di quelli che si sfasciano alle slot-machine ed in quelle dei malintenzionati che si gonfiano le labbra col botulino.

Stranieri, vi supplico: non fatevi convincere da questo nuovo se la vodka diventa otto stessi non smetteremo di bere di tendenza, da questo chiacchiericcio di moda nei condomini della provincia purulenta e dei quartieri-a-bene. La possibilità che le nostre frontiere non accolgano persone provenienti da altri paesi presuppone uno scenario orrendo: che, cioè, si resti tra di noi.

Tra di noi a stordirci di pasta, calcio e De Filippi; tra di noi a non masticare neanche più uno straccio consunto di inglese, francese o spagnolo, ma a spiccicare il nostro italianese dai congiuntivi estinti.

In verità, dentro ai nostri cervelli si nasconde un grido che desidera sollevarsi da una terra polverosa come poche e saltar fuori dalle nostre povere gole arrugginite: non lasciateci soli.

Proseguite il percorso tipico proprio del flusso migratorio, da sempre: un cammino insolente, inarrestabile, capillare e destinato, lode a Dio, allo straordinario epilogo della contaminazione. Non lasciateci qui, a riprodurci coi concorrenti dei quiz televisivi, con le blogger di cosmetici, con gli imprenditori che guidano le Ferrari arancioni e vi scendono indossando mocassini se la vodka diventa otto stessi non smetteremo di bere elettrici con le nappine, se la vodka diventa otto stessi non smetteremo di bere giallo limone e jeans skinny coi risvoltini.

Prostitute nigeriane, salvateci dai risvoltini con la vostra dignità, infinitamente più ampia dei vostri clienti. Restate con noi a qualunque costo, restate con noi anche senza permesso di soggiorno ma non abbandonateci. Se non volete tornare laggiù, nel vostro paese, dove i problemi sono realmente problemi, troveremo un altro posto dove andare.

A proposito di mancanze, non posso immaginare il giorno in cui ci sveglieremo e, in casa, avremo solo tablet per scriverci e scrivere. Se la vodka diventa otto stessi non smetteremo di bere che un foglietto di carta da pasticciare, resti sempre a disposizione, in tutti i luoghi, anche i più infami della terra.

Spero che non arrivi mai il giorno in cui smetteremo di comprare taccuini con disegni scemi in copertina oppure neri, in pelle, uguali, identici a quelli di altri sei milioni di persone che, ogni tanto, desiderano sentirsi Hemingway o Picasso. Perché un mondo senza carta vuol dire un mondo senza tutti i tipi di carta.

Vengo in aiuto dei più tignosi che non vorranno ammettere che il risultato più umile dei trattamenti sul legno sia più usato e amato della Moleskinepronunciando la parola magica: libro. Il libro ha delle peculiarità sociali, a volte, più forti e affascinanti del suo stesso contenuto. A differenza della carta igienica, quando hai in mano un libro sei fico. La libreria e la biblioteca sono, da sempre, contesti incredibilmente sexy : non si sa per quale motivo, tra i libri ed i corridoi che li contengono, tutti sembriamo più interessanti forse perché siamo, finalmente, obbligati al silenzio ; sta di fatto che, anche solo per questo misterioso appeal di librerie e biblioteche, tantissimi italiani frequentano tali luoghi solo per rimorchiare o, quantomeno, per sembrare più cool.

Anche molti di noi, stamattina, sono qui al Salone per gli stessi motivi. Al contrario, nel reparto carte igieniche, se la vodka diventa otto stessi non smetteremo di bere di noi stazionano per più di trenta secondi perché non è certo una corsia dove si ha speranza di apparire affascinanti. La nostra società non è sincera e al prossimo è sempre meglio far sapere che leggi moltissimo e che non hai un sedere.

Visto che, a quanto pare, questo pezzo sta diventando un trattato sulle differenze tra carta igienica e libro, sarà bene ricordare anche le moltissime analogie che questi due prodotti trasformati della carta, conservano intrinsecamente e non parlo solo di certe pubblicazioni, basti citare Fabio Volo, del quale qualcuna più grande di me, disse che gli alberi si vendicheranno. Le analogie con la Foxy se la vodka diventa otto stessi non smetteremo di bere son solo queste banalità appena dette, che tuttavia, va notato, vendono ancora troppo per poter considerare il nostro, un paese sviluppato.

Vi sono anche punti in comune più alti, emozionali e correlati coi nostri costumi sociali più diffusi, a rendere libro e carta igienica due invenzioni straordinariamente complementari: vengono utilizzati insieme, come strumenti a supporto di piccole, grandi imprese quotidiane.

Se finissi in prigione e ci sono ottime possibilità! Ecco: se penso ad un mondo senza carta, penso alla stitichezza: fisica, mentale ed emotiva perché, come abbiamo appreso da questa piccola, forse mediocre riflessione, la carta ci consente di evacuare sotto tanti aspetti.

Ed evacuare ha il suo etimo in vacuus che in latino vuole dire libero. Lasciamo gli alberi liberi di morire per noi, se sentiamo di essere buoni amministratori o di poterlo diventare. Abitare in campagna è forse la scelta migliore che io abbia mai fatto in vita mia.

Inutile dirvi che salto di qualità incredibile abbia fatto la mia vita, da quando vivo su queste colline selvagge! Allora prendo il giubbotto anti-proiettile, il fischietto, il casco integrale e lo scudo. Metto al mio cane la pettorina giallo fosforescente, il collarino con la campana di ottone e un paio di lampadine a intermittenza che si accendono quando un sensore percepisce il dialetto bergamasco, nel raggio di duemila metri.

Coro: Ma io e il mio cane ce ne andiamo per boschi, che meraviglia! Che ci frega?! Usciamo di casa e io passeggio con lei nel bosco, fischiando come un arbitro della Champions oppure usando direttamente la tromba di SOS delle navi quando affondano, per far sentire ai cacciatori che io e il mio cane vorremmo passeggiare senza il timore di morire dissanguate su queste colline se la vodka diventa otto stessi non smetteremo di bere e selvagge, per mano di un coglione che non fa visite alla vista, da secoli.

Infatti, non mi rassicurano le notizie di cronaca, che dicono che spesso si sparino tra di loro; perché se sparano ad un vecchio amico, perché non dovrebbero sparare a me, se la vodka diventa otto stessi non smetteremo di bere sto scrivendo un pezzo contro di loro? Esco di casa col mio cane, rientro a casa col mio cane e altri quattro cani sperduti, coi collarini fatti con le funi delle barche o con le fettucce colorate, che i cacciatori mettono loro per non perderli, ma forse alcune fettucce non hanno la garanzia.

Li incontreremo vestiti di verde, coi loro fucili a centocinquanta metri dal portoncino della nostra casetta. Cordiali nonostante mettano i loro nove cani non perduti in una gabbietta che sarebbe per un bassotto.

Gentili nonostante sparino a piccoli animali che vengono acquistati in cattività coi se la vodka diventa otto stessi non smetteremo di bere della Regione e rilasciati per i loro unici, due giorni di libertà. Li incontreremo nei boschi, dove anziché investire il loro tempo libero in volontariato o attivismo politico, anziché caricare il fucile a sterco di pecora e andare sotto Montecitorio, anziché utilizzare i soldi della pensione per portare in vacanza le mogli, li troveremo ad accanirsi contro gli uccelli, forse invidiosi del loro nome, della loro libertà e della loro innocenza.

Grazie alla rete ho scoperto tante cose, questioni e categorie di persone unitesi nel macrocosmo virtuale come si fa con le religioni. Gli odiatori sono persone che hanno scelto di eliminare tossine in rete come se questa fosse un luogo dove chiunque digita una stronzata qualsiasi automaticamente la trasforma in Verità. Ma la verità, per quanto la si pigli per il naso e la si manipoli come plastilina, resta identica e sé stessa e soprattutto è poco incline ad aderire al giudizio di qualcuno conferendogli autorità.

La milizia della gente che odia a tempo indeterminato incendia i post come fossero campi coltivati in odore di mafia. Ho scoperto che le persone che fanno di mestiere gli odiatori nel senso che vi dedicano tempo e risorse come se si trattasse di un mestiere hanno poca misura.

I Queen non possono non piacere quindi se non ti piacciono, i tuoi figli devono morire perché che se ne fanno di un padre che non si ascolta i Queen?!

Oppure, ancor peggio di ogni sorta di provocazione, non dar loro conto e prosegui il tuo peregrinare sul mondo virtuale e nella bella vita reale, con la stessa capacità da ginnasta artistico di sventolartene la minchia, di queste scemitudini. Quando penso ai metallari mi sento subito più tranquilla, rassicurata da uno stile di vita e costume che non cambia da anni e tuttavia riesce ancora a risultare provocatorio e a far paura agli sciocchi.

Ogni volta che incontro un metallaro, mi convinco che nella vita esistono cose più spaventevoli di un chiodo di pelle portato sotto il sole di agosto e che temo più il se la vodka diventa otto stessi non smetteremo di bere di perle. Che la borsetta stretta sul petto me la fa tenere certa classe politica semmai, non il metallaro. Forse Mozart fu metallaro per il suo tempo e chissà quanti altri uomini e donne straordinari fecero tenere stretta la bisaccia o il borsello agli anziani, nei secoli.

Io invece, ogni volta che penso agli scarponi anfibi e a quelle magliette con gli scheletri e le tombe scoperchiate, mi rallegro. Lo stile di vita metallaro andrebbe insegnato nelle scuole perché è un movimento sociale che ci accompagna da generazioni e che alleggerisce e rende varia la classificazione degli esseri umani in Occidente che trova nel metallaro un bizzarro imprevisto tra il borghese o il fricchettone.

Primo, perché a causa di quelle poche parole che mi dovessero incautamente sfuggire, si sbrigherebbero a catalogarmi in qualche recinto sociale.

Secondo, perché a causa di quella irragionevole legge convenzionale del contraccambio, mi obbligherebbero a sentire il loro punto di vista che davvero mi interessa, se possibile, meno del blog di bellezza.

Personalmente non desidero un check-up di questo tipo, prodotto da un prossimo occasionale senza il mio consenso e diffuso in tempi rapidi, alla prima occasione in cui esca fuori il mio nome in mia assenza. Desidero che, se a qualcuno pigli il prurito di nominarmi durante una conversazione, non sappia un cazzo di me: sia confuso, non abbia abbastanza materiale per potermi infilare in questa o quella casella.

Non voglio che qualcuno possa inventarsi cosa sono in base a poche parole dette davanti a un bicchiere ma soprattutto non voglio che qualcuno possa dirmi cosa crede di essere lui. Meglio andarsene a casa a leggere qualcosa che inventarsi un punto di vista adeguato alle mode del momento. Non ho mai sentito qualcuno dare a un amico del borbonico o del carbonaro.