Il prezzo di codificazione da alcolismo in Ufa

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Il calcio dalle origini a oggi di Adalberto Bortolotti Le origini Ricco di fascino è un viaggio a ritroso nel tempo alla ricerca di attendibili antenati di quello che è oggi definito il più grande spettacolo del mondo. Il gioco era chiamato Tsu-Chu. Un millennio più tardi, in Giappone aveva largo seguito il Kemarifinalizzato non più all'avviamento alle armi, ma al diletto delle classi nobili.

Si giocava su un campo segnalato, agli angoli, da quattro tipi diversi di albero: un pino, un ciliegio, un mandorlo e un salice. Il pallone, il cui strato esterno era di pelle, misurava 22 cm di diametro ed era manovrato con le mani e con i piedi, una sorta di rugby ante litteram. Peraltro, molto gentile: il gioco, infatti, veniva spesso interrotto il prezzo di codificazione da alcolismo in Ufa scambi di scuse e complimenti.

Attorno al a. L'arpasto consisteva nel rubarsi la palla, senza troppi complimenti, e divenne il passatempo preferito dell'esercito. Le fortune di tutti i giochi con il prezzo di codificazione da alcolismo in Ufa palla declinarono poi bruscamente nel Medioevo, per un generale deprezzamento delle attività ludiche. In seguito progressivamente questi giochi furono messi al bando per tutti, anche perché causa di incidenti e di violenze che originavano veri e propri tumulti e sottraevano i soldati alle attività militari.

Anche in altre civiltà, come in quella maya, si il prezzo di codificazione da alcolismo in Ufa forme di protocalcio. Nell'antico Messico, per esempio, il gioco consisteva nel far passare il pallone, che non poteva essere toccato con le mani, attraverso un piccolo foro nel muro.

Il pallone era di caucciù massiccio e pesava tre chili e mezzo. Il prezzo di codificazione da alcolismo in Ufa la simbologia erotica, un connotato che, secondo Desmond Morris autore del fortunato il prezzo di codificazione da alcolismo in Ufa La tribù del calcioè presente anche nella versione attuale del gioco.

Il calcio fiorentino In Europa fu il Rinascimento, con la rivalutazione del mondo classico e il ritrovato culto per la bellezza e la forza, a favorire il ritorno alle attività ludiche e agonistiche. Nel pieno splendore dell'età medicea, Firenze ne divenne la capitale.

Già nel un anonimo poeta fiorentino, il prezzo di codificazione da alcolismo in Ufa le glorie e le bellezze della città, accennava a una popolarissima forma di divertimento che veniva espressamente chiamata 'gioco del calcio'. I Medici furono anche i primi a capire che il gioco costituiva una formidabile valvola di sfogo per il malcontento popolare alla stessa guisa dei circenses romani e quindi si impegnarono a incoraggiarlo e a diffonderlo.

Le regole prevedevano la contrapposizione di due squadre formate da un numero variabile di giocatori: 20, 30 o 40 a seconda delle dimensioni del terreno. La formazione standard era composta da 27 giocatori: 15 attaccanti corridori4 centrocampisti sconciatori4 terzini o trequarti datori innanzi4 difensori datori indietro. Sei arbitri controllavano e dirigevano il gioco da una tribunetta laterale.

L'obiettivo di entrambe le squadre era di collocare il pallone in una porta custodita da uno dei difensori, il solo che potesse utilizzare le mani, come l'attuale portiere; il gol era chiamato 'caccia'. Si trattava di autentiche battaglie, di grande violenza, che si protraevano per una giornata intera. Esaminato con la mentalità attuale, il calcio fiorentino mostra alcune affinità con il calcio moderno e altre con il rugby.

È comunque un fatto che anche il celebre Vocabolario della Crusca edito per la prima volta nel annotasse questa definizione: "È calcio anche nome di un gioco, proprio, e antico della città di Firenze, a guisa di battaglia ordinata, con una palla a vento, rassomigliantesi alla sferomachia, passato da' Greci a' Latini e da' Latini a noi". Nel Re LearShakespeare fa dire a Kent, che atterra Osvaldo con un abile sgambetto: "Beccati questa, cattivo giocatore di calcio!

In questo ambito si colloca, nella seconda epoca imperiale britannica, la vera origine del calcio moderno, che progressivamente trova la sua codificazione nei grandi e aristocratici campus di Harrow, Rugby e Charterhouse.

Tuttavia, un grande freno alla diffusione universale del gioco venne dalla disparità di regole fra un istituto e l'altro. A Harrow si giocava 11 contro 11, ai piedi di una collina, con una maggiore attenzione alla manovra collettiva passing game. A Rugby si poteva manovrare la palla con le mani. Forse anche per emulazione, qualche anno dopo, nel Trinity College di Cambridge, venne redatto un primo codice calcistico.

Su questa base, nelvide la luce il primo club di calcio non universitario, lo Sheffield Club. Nela Nottingham, nacque il Notts County e da quel momento fu tutto un proliferare di società calcistiche. La data storica cui si fa risalire la nascita del gioco del calcio moderno è il 26 ottobre Quel giorno, alla Freemason's Tavern di Great Queen Street, nel rione di Holborn, si riunirono 11 club il prezzo di codificazione da alcolismo in Ufa di Londra per uniformare i loro regolamenti.

Due erano le tendenze dominanti: la prima intendeva consentire l'uso delle mani e dei piedi, mantenendo al gioco le sue caratteristiche originarie di scontro anche fisico; la seconda era favorevole, invece, al solo uso dei piedi il prezzo di codificazione da alcolismo in Ufa a un'impostazione nettamente meno violenta.

I fautori di quest'ultimo orientamento confluirono nella Il prezzo di codificazione da alcolismo in Ufa Football Associationche fu la prima federazione calcistica nazionale. La separazione dal rugby non fu subito radicale. Il professionismo e l'International board Sempre in Gran Bretagna, due tappe fondamentali nell'evoluzione del calcio moderno furono raggiunte prima della fine del secolo.

Neldi fronte al dilagare della pratica calcistica, che vedeva ormai impegnati un gran numero di club e moltissimi giocatori, la FA riconobbe la possibilità di corrispondere al calciatore, per le sue prestazioni agonistiche, un modesto compenso, che andava pertanto a integrare il guadagno derivante dal suo lavoro abituale. Era la prima forma di un fenomeno, il 'professionismo', che avrebbe profondamente segnato questa disciplina sportiva, portando, come primo effetto, una svolta decisiva a favore dei club più dotati di mezzi economici.

Il vero professionismo era comunque ancora di là da venire, ma un ulteriore passo in questa direzione fu compiuto nelquando venne istituita, a Londra, la prima associazione dei il prezzo di codificazione da alcolismo in Ufa britannici, embrionale forma di sindacato calciatori, che si sarebbe trasformata, nelnella potente e organizzata PFA Professional footballer's association.

Il fortissimo anticipo con cui gli inglesi arrivarono a un vero e proprio inquadramento sindacale dei calciatori, rispetto al resto del mondo, si spiega anche con una coscienza associativa particolarmente viva nel paese in generale. L'altro momento fondamentale fu rappresentato dall'istituzione, neldell'IFAB International football association boarda opera delle quattro federazioni britanniche a quella inglese, che nel aveva aperto la strada del calcio moderno, si erano aggiunte la scozzese nella gallese nell'irlandese nel L'International board, nato per promulgare un regolamento comune mediando in un testo unico le specificità dei vari movimenti nazionali, rappresenta tuttora la 'corte suprema' del calcio, il 'sacro custode' delle regole.

Ovviamente aperto alle delegazioni elette di altri paesi, il suo ruolo di giudice ultimo e inappellabile resiste dopo oltre un secolo di vita.

Prima di abbandonare questa rivisitazione delle origini e passare a trattare del gioco moderno, resta forse da chiarire un aspetto particolare: il motivo per cui il calcio si gioca in undici. La spiegazione prevalente rimanda ancora una volta alla realtà dei college, alle camerate composte da dieci studenti e un precettore, il primo abbozzo di 'squadra' che dai tempi dei pionieri è riuscito a mantenersi intatto sino al sofisticato football del Duemila.

La ricca struttura industriale inglese esigeva un'adeguata rete commerciale incentrata sui traffici d'oltremare. In Argentina, intorno aluna compagnia inglese fu incaricata della costruzione della rete ferroviaria che, partendo da Buenos Aires, toccava altri centri sulle sponde del Rio della Plata. Nello stesso periodo, l'esportazione di frigoriferi inglesi avviava una fitta rete di scambi anche con Montevideo, capitale dell'Uruguay.

Le due nazioni conobbero il football contemporaneamente e giocarono il loro primo incontro internazionale ancor prima che Charles Miller sbarcasse a San Paolo il prezzo di codificazione da alcolismo in Ufa Brasile con un pallone sottobraccio e convertisse al calcio un paese destinato a diventarne un simbolo. In realtà, i giocatori che si sfidarono nel a Montevideo, al circolo sportivo La Blanqueda, portavano quasi tutti nomi inconfondibilmente inglesi: erano marinai o funzionari, di stanza o il prezzo di codificazione da alcolismo in Ufa nei due paesi.

In Brasile, come si è accennato, il pioniere fu Charles Miller, nativo di San Paolo ma figlio di un residente inglese che lo aveva mandato in Inghilterra a completare gli studi. Solo in seguito neri e meticci trovarono cittadinanza nei circoli che praticavano la disciplina importata dall'Europa e, in una nazione che non ha mai conosciuto veri conflitti razziali, non tardarono a farsi spazio sino a marcare una chiara superiorità.

In Europa, pur in circostanze diverse, lo sviluppo del calcio ebbe la sua matrice comune nelle navi inglesi alla fonda: i marinai impiegavano il tempo libero in interminabili e accanite sfide sul molo, sollecitando prima la curiosità, poi l'emulazione. Non è quindi un caso che a recepire e a diffondere il gioco siano state per prime le città sedi di affermati porti commerciali o militari. In Francia il club più antico nacque a Le Havre, nello stesso anno che vide, in Spagna, l'istituzione dell'Huelva ricreation club.

In Italia, il primato fu di Genova, nel In Portogallo, in Olanda e nelle altre nazioni affacciate sul mare il gioco fu introdotto con le stesse modalità. Un paese non marinaro, la Svizzera, fu tuttavia il più sollecito a importare il calcio grazie a privilegiati scambi culturali con l'Inghilterra, che prevedevano una massiccia presenza di studenti elvetici nei college d'oltremanica.

In Germania, il calcio fu introdotto dal professor Konrad Koch, reduce da una lunga permanenza in Inghilterra per ragioni di studio. Nel primo club tedesco, il Germania di Berlino, giocava tale Hugo Pauli, che poi fece conoscere il nuovo sport in Iugoslavia.

Il fervore associativo: nasce la FIFA Ovviamente, la partenza anticipata aveva consentito alla Gran Bretagna un vantaggio anche sul versante tecnico.

Quando nel resto d'Europa e nel Sud America si muovevano i passi iniziali e si allacciavano i primi timidi contatti internazionali, le quattro federazioni britanniche già disputavano da tempo un regolare e seguitissimo torneo. Chiamato Home championshipil quadrangolare fra le rappresentative d'Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda fu inaugurato nel questa prima edizione si concluse con il trionfo della Scozia, che vinse tutte le partite.

Rispetto ai tradizionali rivali inglesi, gli scozzesi giocavano un calcio più organizzato, meno legato all'estro individuale e che recava già in sé precisi connotati tattici. La scuola mitteleuropea, per qualità tecnica, era il prezzo di codificazione da alcolismo in Ufa la sola che potesse avvicinarsi ai maestri d'oltremanica.

La Francia non brillava particolarmente per il valore delle sue squadre, ma era sicuramente in prima linea nelle iniziative per lanciare il calcio su scala internazionale.

Ospitando nel le seconde Olimpiadi dell'era moderna, gli organizzatori inserirono nel programma, non a titolo ufficiale ma solo come torneo dimostrativo, un triangolare di calcio che riscosse un notevole successo di pubblico.

Forte di questo promettente approccio, il giornalista francese Robert Guérin, affiancato dall'olandese Carl A. Gli inglesi erano troppo gelosi della loro posizione preminente per accettare l'idea di una super-federazione e non erano neppure entusiasti di mettere a disposizione di tutti i segreti e i regolamenti dello sport che avevano inventato.

È da notare che i britannici ottennero di entrare nella FIFA con tutte e quattro le loro federazioni, nonostante una norma dello statuto prevedesse la partecipazione di una sola federazione per ciascuna nazione; questa norma era stata peraltro già applicata alla Boemia che, in quanto facente ancora parte dell'impero austro-ungarico, si era vista respingere la richiesta di affiliazione.

Nel caso della Gran Bretagna, invece, al di là di qualche opposizione di principio, prevalse, pragmaticamente, la considerazione che quattro federazioni della scuola calcistica dominante erano sempre meglio che nessuna. Questa anomalia, che tuttora resiste, va considerata un omaggio agli inventori del calcio moderno.

Il calcio e le Olimpiadi Dopo Parigi, anche Saint Louis, sede delle Olimpiadi delaveva ospitato a titolo il prezzo di codificazione da alcolismo in Ufa un torneo calcistico, ma si era trattato di un evento assai modesto e limitato all'area nordamericana, nel quale il Canada aveva prevalso sugli Stati Uniti. Ormai si giocavano regolari campionati nazionali in tutta Europa e in Sud America e si stavano moltiplicando, sia pure in modo spontaneo e caotico, i confronti internazionali.

Non tutti i paesi, infatti, potevano godere dell'esemplare organizzazione del calcio inglese, dove, a livello di prima divisione, dilettanti e professionisti erano in grado di coesistere senza traumi di sorta. Alle successive Olimpiadi dela Stoccolma, prese parte anche l'Italia, che era entrata nella FIFA nel e aveva iniziato la sua attività internazionale nel con una netta vittoria sulla Francia.

Ben 11 furono le nazioni partecipanti, ma la competizione restava confinata in ambito europeo, senza poter svolgere, come invece era in programma, il ruolo di un Campionato del Mondo, perché le il prezzo di codificazione da alcolismo in Ufa rappresentative sudamericane erano penalizzate dalle difficili comunicazioni del tempo.

Infatti, fra il viaggio di andata e ritorno in piroscafo e la durata del torneo, per Argentina, Uruguay e Brasile si trattava di un impegno di due mesi abbondanti, eccessivo per un dilettante, vero o presunto che fosse. L'Inghilterra vinse ancora, e ancora in finale sui danesi. Il suo asso era Ivan Sharpe, degno erede di Woodward. Il riscontro storico è importante, perché fu questa l'ultima competizione internazionale vinta dagli inglesi sino ai Mondiali di Londra delben 54 anni più tardi.

Quanto all'Italia, affidata al giovane Vittorio Pozzo, fu eliminata dalla Finlandia, ma batté i padroni di casa svedesi nel torneo di consolazione, ottenendo nella circostanza il primo successo all'estero della sua storia. Abbandonata la divisa bianca delle origini, la squadra già indossava la maglia azzurra divenuta poi tradizionale. Secondo la poco ortodossa spiegazione fornita da Pozzo, l'esito non esaltante della spedizione era da imputare allo scarso impegno negli allenamenti dei calciatori italiani, distratti dai 'liberi costumi' del Nord Europa.

Fu, questa, l'ultima Olimpiade prima che la grande guerra imponesse un lungo arresto all'attività sportiva nel Vecchio Continente.

Verso il Campionato del Mondo La sconfitta degli imperi centrali e il nuovo ordine europeo nato dalla Conferenza di Versailles ebbero una diretta ripercussione anche sul panorama calcistico. Austria, Germania e Ungheria furono escluse dalle Olimpiadi delche si tennero in Belgio, ad Anversa, mentre dallo sfacelo dell'impero asburgico era nata nel la Cecoslovacchia. Con i due fuoriclasse Janda e Kada, la nuova arrivata fu la vera rivelazione del torneo: avrebbe vinto la medaglia d'oro se, nella finale contro il Belgio, non avesse abbandonato il campo per protesta contro un arbitraggio sfacciatamente favorevole ai padroni di casa, venendo quindi automaticamente esclusa dalla classifica.

Mancava sempre il confronto con le 'stelle' del Sud America. Le notizie che arrivavano in Europa sul calcio sudamericano erano vaghe e contraddittorie. L'Inghilterra si era chiamata fuori, dopo la sconfitta subita ad Anversa, protestando contro un regolamento che, a suo avviso, ad alcuni consentiva di schierare la formazione più forte, mentre agli inglesi imponeva di utilizzare i dilettanti, lasciando a casa i campioni.

Anche Austria, Cecoslovacchia e Ungheria, le roccaforti del fiorente calcio danubiano, avevano disertato il torneo olimpico parigino, ma è verosimile che contro fuoriclasse quali Andrade, Scarone, Petrone, Il prezzo di codificazione da alcolismo in Ufa e Nasazzi non sarebbe stato comunque possibile prevalere.

Solo l'Italia il prezzo di codificazione da alcolismo in Ufa commissario tecnico Rangone oppose una valida resistenza all'Uruguay, da cui fu battuta di misura in semifinale, anche a causa di un clamoroso rigore negato. Medaglia di bronzo e prima fra le europee, l'Italia pose proprio ad Amsterdam le premesse per il suo periodo d'oro, che si sarebbe celebrato negli anni Trenta, con due titoli mondiali e un oro olimpico nell'arco di quattro anni, dal al Peraltro, la finale del primo Campionato del Mondo, disputato in Uruguay nelripropose alla lettera, anche nell'esito, quella olimpica di Amsterdam.

Il Sud America dettava legge e i suoi fuoriclasse diventarono oggetto di contesa da parte dei più ricchi club europei, tra i quali, naturalmente, quelli italiani.