Quello che è sentito dallalcolismo di persona del paziente

Dipendenza da alcol: l’esperienza di un utente in riabilitazione nella comunità di recupero di Cozzo

Astensione prima di cifrare da alcolismo

Mi domando quanto i cambiamenti di carattere descritti possano dipendere da una reazione psicologica negativa al trauma e quanto al trauma stesso. Trovarsi deturpato dopo un incidente puo' innescare rabbia e frustrazione comunque. Mi pare che rimanga aperto comunque il fatto che lesioni frontali non necessariamente comportino forti cambiamenti di personalità. Domanda pertinente e puntuale. Si possono distinguere diverse fasi dopo il trauma che vanno dallo quello che è sentito dallalcolismo di persona del paziente confusionale all'assenza di deficit neuropsicologici, a un disturbo post-traumatico depressivo o fobico.

Nei casi specifici con disturbi neuropsicologici vengono fatte prove e controprove, messi insieme i dati cognitivi e comportamentali almeno dalla metà del secolo scorsoconfrontati con i modelli di funzionamento cognitivo normale e analizzati assieme alla lesione specifica delineata con le neuroimmagini per determinare se c'è una corrispondenza tra l'area colpita, i disturbi attesi e i disturbi documentati. Anche quando le reazioni post-traumatiche sono superiori a quanto atteso per la storia di una determinata persona, possono essere un segno di disfunzione cerebrale in regioni specifiche.

Quello che è affascinante in questi casi storici è che pur senza tutti i benefici della tecnologia, i clinici arrivavano a fare correlazioni abbastanza precise tra anatomia e comportamento, che risultano valide ancora oggi.

La gestione era necessariamente più grossolana e indifferenziata e a sua volta poteva amplificare dei disturbi o rendere più complicato il recupero. I casi clinici continuano ad essere un fondamento del sapere scientifico. Clinica di Zurigo. Osservazione I. La mattina del 9 marzoil 37enne pellicciaio Franz Binz di Bülach è stato ricoverato d'urgenza alla divisione chirurgica dell'ospedale cantonale.

Era tornato a casa ubriaco e, probabilmente nel tentativo di chiudere la finestra aperta, cadde accidentalmente. Il suo appartamento era al quarto piano; l'altezza da cui è caduto, era quindi assai significativa, di circa piedi. Trovato dai suoi vicini che avevano sentito un gemito e i lamenti, Binz era stato portato immediatamente in ospedale.

Aveva lividi sulla fronte. Le palpebre quello che è sentito dallalcolismo di persona del paziente fortemente sporgenti. Inoltre, nella caduta si era fratturato il braccio destro. Il paziente presentava anche una vecchia gobba alla colonna vertebrale. Nient'altro di speciale. Portato sul tavolo operatorio, il Prof. Si trattava di una frattura dell'osso frontale sopra la glabella, con frammenti ossei nel margine sovraorbitario. Nei giorni successivi le condizioni del paziente si mostrarono buone, ad eccezione della febbre.

La ferita andava rimarginandosi. Binz era il maggiore di quattro fratelli, di cui una sorella affetta da disturbi mentali e un fratello con una malattia polmonare.

Il padre, un alcolista, era morto a 38 anni di una patologia polmonare. La madre era morta in tarda età per un'infiammazione. Dopo aver vissuto per diversi anni tra Berna, Digione e Parigi, era tornato a Zurigo, dove viveva la sorella. Secondo la sorella, quando non era ubriaco, era molto socievole, sempre allegro e pieno di storie da raccontare.

Di questa persona descritta dalla sua famiglia come accomodante e quello che è sentito dallalcolismo di persona del paziente, ormai in ospedale non rimaneva più nulla. Binz era diventato violento.

Litigava di continuo con tutti, infastidiva i malati, facendo brutti scherzi o minacciandoli di ogni possibile malfatto. Era particolarmente cattivo con il personale e gioiva dei tormenti che infliggeva. Quando lasciava le sue feci nel letto, poi allegramente diceva: "Garçon, pulisci il letto". Il suo comportamento diventava sempre più difficile da sopportare sia da parte degli altri ammalati sia da parte del personale.

Il Prof. Il 7 aprile fu spostato in un'altra stanza. Non era più Franz Binz. Il 25 aprile fu portato in sala operatoria. Negli ultimi giorni quello che è sentito dallalcolismo di persona del paziente lamentato frequenti mal di testa e dalla ferita fuoriuscivano secrezioni sempre più intense.

Penetrando nel bordo sovraorbitale e fino all'angolo interno dell'occhio, fu arrestata un'abbondante emorragia cerebrale. L'occhio destro era stato preservato. Per il difficile recupero della frattura al braccio — fu sottoposto prima a stimolazione elettrica e poi a riabilitazione motoria - Binz rimase in ospedale fino al 19 ottobre. Riprese il suo lavoro da quello che è sentito dallalcolismo di persona del paziente anche se era diventato più lento. Riprese anche a bere e si ubriacava molto più spesso di prima dell'incidente.

Tornato nel suo ambiente era molto più taciturno, poteva rimanere per ore seduto in un posto, fissando avanti a sé e senza dire una parola. Tutt'altro rispetto alla persona allegra di prima. Era chiaro, l'incidente lo aveva cambiato e ora la sua fragilità emotiva lo rendeva esposto a diversi rischi nella vita quotidiana. Il 17 gennaio del fu ricoverato nel reparto di medicina dell'ospedale cantonale dopo diverse settimane in cui era si era ubriacato di frequente, era diventato inappetente e lamentava dolori generali.

La diagnosi probabile era di pleurite. Le condizioni si aggravarono dalla mattina del 31 gennaio. Leonore Welt riporta dettagliatamente i risultati dell'esame autoptico che venne fatto in ospedale. Binz è il primo caso neuropsicologico del quale si ha una completa descrizione clinica delle modificazioni del comportamento e una ricostruzione della lesione frontale ottenuta dall'esame anatomopatologico del cervello, a pochi mesi dall'incidente, senza quindi che altre condizioni potessero alterare la correlazione osservata.

Nel paragrafo successivo dell'articolo, Welt riesamina innanzi tutto gli studi sperimentali condotti su animali, che avevano dimostrato una correlazione tra lesione del lobo frontale e modificazione del comportamento. Tra questi, cita gli studi di Lussana pubblicati nel con il titolo Della funzione dei lobi anteriori de cervello humano etc.

Nel loro insieme tali studi elencavano tra le alterazioni comportamentali osservate la ridotta attenzione, la risposta più violenta agli stimoli esterni e il cambiamento di carattere. La seconda parte più importante dell'articolo, dopo il caso di Binz, è la descrizione dettagliata di tutti i casi clinici pubblicati o noti fino ad allora che avessero subito lesioni più o meno estese al lobo frontale e conseguenti modificazioni comportamentali.

Si tratta di altri 11 casi. In altri 58 casi tale correlazione non era stata osservata. L' Osservazione 2 riguarda quello che è sentito dallalcolismo di persona del paziente il paziente descritto da Harlow nel e poi diventato famoso, Phineas Gage. Era già famoso all'epoca, come il ' Crowbar Case '.

Le uniche descrizioni disponibili erano quelle dei due medici che l'avevano curato ma non c'erano reperti anatomopatologici, dato che, dopo la morte, avvenuta a 12 anni quello che è sentito dallalcolismo di persona del paziente, non fu sottoposto ad autopsia. Juni Con ogni probabilità, la lesione era da circoscriversi alla zona orbitale del lobo frontale sinistro. Welt attribuisce a Ferrier l'aver formulato, per la prima volta, l'ipotesi che il cambiamento di personalità di Gage fosse stato causato dalla lesione frontale.

L' Osservazione 3diversamente dalle altre, quello che è sentito dallalcolismo di persona del paziente un cambiamento comportamentale positivo ed era stata decritta da Nobele nel Si trattava di un ragazzo di 16 anni con un carattere chiuso e cupo che aveva tentato il suicidio.

La lesione frontale interessava la regione orbitale probabilmente di entrambi gli emisferi ed era quello che è sentito dallalcolismo di persona del paziente causata dal colpo di pistola che si era inflitto. Alla morte, avvenuta due anni dopo non fu fatta l'autopsia. L' Osservazione 4descritta da Davidson nelriguardava un uomo di 30 anni colpito da un gancio di ferro mentre lavorava in un deposito di cotone. Il forte colpo aveva causato un enorme foro in regione frontale ed esponeva il cervello.

Arrivato in ospedale, il paziente era cosciente e rispondeva alle domande ma aveva perso ogni iniziativa e volontà. Non chiedeva nulla, non si lamentava, mangiava meccanicamente come se non avesse appetito e tutte le volte quello che è sentito dallalcolismo di persona del paziente gli venisse dato del cibo. La sua lesione era molto grave e nei giorni seguenti le condizioni peggiorarono.

Dall'autopsia fu possibile ricostruire la lesione che coinvolgeva più pesantemente il lobo frontale destro nei giri superiore e medio. Le altre regioni del cervello e gli altri organi interni non erano compromessi. Il bambino riprese presto una buona condizione, senza mostrare deficit motori o sensoriali ma l'occhio destro era compromesso. L' Osservazione 6, di Langlet riguarda una lesione frontale da colpo di pistola al volto.

I dati dell'esame clinico erano minimi e non era stato fatto l'esame autoptico. Quella di Leonore Welt fu davvero un'impresa difficile: doveva ricostruire una casistica nella quale talvolta mancava la descrizione dettagliata del cambiamento del comportamento, in molti casi le lesioni non erano circoscritte e spesso mancavano i reperti postmortem.

Osservazione 8, descritta da Lépine nel e riguardante un uomo d 39 anni che aveva presentato una lesione frontale destra in regione orbitale e anteriore. Osservazione 9. La lesione interessava tutto il lobo frontale destro. L' Osservazione 10 riguardava il caso di Baraduc del un uomo di 73 anni ricoverato per le bizzarrie del suo carattere.

In seguito, divenne apatico, disorientato e non parlava più, se non alimentato non cercava il cibo, se non messo accanto alla stufa non soffriva il forte freddo invernale. La lesione interessava entrambi i lobi frontali.

L' Osservazione 11 Balfourdescrive un uomo di 45 anni. Sposato da 16 anni, era stato nei primi 12 anni un marito affettuoso e un gran lavoratore.

Una sera fu aggredito da un ladro che lo spinse, facendogli battere la testa. L'ultima, l' Osservazione 12, si riferisce al caso descritto da Klebs nel un uomo di 33 anni ricoverato in clinica psichiatrica dopo essere diventato apatico, taciturno e lento nell'eloquio, preda di improvvisi accessi di rabbia. In ospedale rubava agli altri vino e sigari, era provocatorio e incitava alle controversie; non rispettava le regole. Tutti i casi esaminati o riesaminati da Welt riportavano diverse patologie del lobo frontale che avevano causato nel paziente un importante cambiamento del carattere.

La lesione interessava sempre la corteccia frontale e in quattro casi era limitata ad essa. In quasi tutte le Osservazionila lesione interessava la regione orbitale e più spesso il lobo frontale destro.

Per Welt era fondamentale quello che è sentito dallalcolismo di persona del paziente quei rari casi di modificazioni comportamentali derivanti da lesioni del lobo frontale venissero studiati approfonditamente nell'esame clinico, nell'esame anatomopatologico e istologico.

C'erano poi i diversi casi in cui alle lesioni frontali non avevano fatto seguito delle modificazioni comportamentali. Welt poteva quindi concludere che un avanzamento diagnostico era stato fatto: i cambiamenti di personalità erano causati da specifiche lesioni in una regione del lobo frontale. Tuttavia, non valeva l'inverso: non si poteva assumere che in assenza di modificazioni comportamentali quella regione fosse intatta.