Lalcool di carta e la sua dipendenza da

Alcol e alcolismo

Assolo di delirium tremens

La carta è un materiale igroscopicocomposto da materie prime soprattutto vegetali, unite per feltrazione ed essiccate. Si presenta nella forma di fogli sottili. Il significato della parola carta è piuttosto incerto. I termini corrispondenti paper anglosassone, papel spagnolo e papier francese e tedescoderivano invece dalla pianta del papiroutilizzato dagli antichi Egizi per scrivere fin dal a.

In Cina i documenti venivano scritti sul bambù ed erano per questo ingombranti da conservare e trasportare. Occasionalmente veniva usata la setama era troppo costosa. La tecnologia di fabbricazione della carta da corteccia è nata in Cina. Descritta per la prima volta nell'anno dall'ufficiale di corte Cai Lun o Ts'ai Lun.

Nel a Dunhuang Gansuscavi archeologici in una tomba della prima metà del II secolo a. Secondo la tradizione, la carta fu prodotta per la prima volta nel da Cai Lun, un eunuco della corte cinese Han dell'imperatore He. Il materiale usato era probabilmente la corteccia dell'albero del gelso da carta Brussonetia papyriferaopportunamente trattata e filtrata in uno stampo di bastoncini di bambù. La più antica carta conosciuta di cui ci sia pervenuto un campione fu fabbricata con stracci intorno al Per altri cinquecento anni circa, l'arte della fabbricazione della carta fu confinata in Cina, ma nel fu introdotta in Giappone e, intorno al nel Medio Oriente.

La carta comparve in Egitto all'incirca nell', ma non fu fabbricata fino al vedi papiro. Il suo uso fu introdotto in Europa dagli Arabi i quali scoprirono il segreto di lavorazione a seguito della battaglia del Talas nel contro i Cinesi.

In quell'occasione catturarono dei produttori di carta e ne avviarono la produzione. Nei secoli successivi l'arte si diffuse nella maggior parte dei paesi europei. La prima macchina fu costruita dall'inventore francese Louis Nicolas Robert nel La macchina di Robert venne successivamente migliorata dai fratelli ed editori britannici George e Sealy Fourdrinier che, nelfabbricarono la prima delle macchine che avrebbero portato il loro nome.

Attualmente, la Cinagli Stati Uniti e il Canada sono i maggiori produttori mondiali di carta, pasta di legno e di prodotti della carta; una quantità considerevole di pasta di legno e di carta da giornale viene prodotta anche da FinlandiaGiappone e Svezia. In America ritrovamenti archeologici indicano che la fabbricazione della carta era già nota ai Maya non più tardi del V secolo.

Ancor oggi si fabbrica, in modeste quantità, carta con la tecnica tradizionale maya. In Medio Oriente la carta era già nota presso i Persiani nel VI secoloimportata dalla Cina lungo le vie della seta. Gli arabi ne vennero a conoscenza nel entrando in Ctesifontecapitale della dinastia sasanidema solamente nel secolo seguente riuscirono a carpire i segreti della fabbricazione.

Nelinfatti, con la conquista di Samarcanda battaglia del Talas fecero prigionieri dei cartai cinesi da cui appresero il procedimento di lavorazione. Mentre quella dei cinesi era fatta con fibre di gelso e di bambùgli artigiani di Samarcanda scoprirono la possibilità di fabbricare un tipo di carta ancora più sottile e fine con le fibre della pianta di cotonemolto diffusa nella loro regione [7].

La prima cartiera della storia fu costruita a Samarcanda e immediatamente dopo ne fu costruita una seconda a Baghdadentrambe per merito dei Barmecidi. Con l'espandersi del mondo arabo-musulmano si diffuse anche la produzione della carta: nell' VIII secolo in Egitto, nei secoli successivi in tutta l'Africa settentrionale e nel X secolo la Sicilia ne era un importante centro per il commercio. Dalle cartiere della siriana Manbij chiamata dai Bizantini Bambukeil prodotto uscito divenne noto in Europa col nome di "carta bombacina" che, alla fine del X secolosi volle invece attribuire a Morozzi da Fabriano, che aveva anch'egli usato come materiale stracci di lino.

Tuttavia il consumo non fece che aumentare vista la sua decisa economicità. Nel XIII secolo le flotte mercantili del Mediterraneo e dell' Adriaticofinanziate da grossi commercianti in gran parte veneziani e genovesisi spartivano il fiorente mercato.

La collatura con amido di riso o grano fu cambiata con una a base di gelatina animale - il carniccio - che migliora caratteristiche come l'impermeabilità o la resistenza a insetti e microrganismi.

La nuova tecnologia ebbe un notevole successo e presto sorsero nuovi mulini in tutta l'Italia settentrionale, e in particolare sulla sponda occidentale del lago di Garda nella valle del fiume Toscolanonel territorio dell'allora Repubblica di Venezia denominata da allora "valle delle cartiere". La carta italiana, di qualità migliore, più economica e soprattutto cristiana si impose velocemente in tutta Europa.

Con le olandesi si ottenne una carta più bianca e omogenea, anche se meno resistente perché le fibre venivano tagliate anziché schiacciate. Nel l'inglese John Baskerville introdusse una nuova tecnica per ottenere della carta priva dei segni della vergatura chiamata wove paper. Nelgrazie alle scoperte del chimico svedese K. Scheelesi vide la possibilità di usare cloro per sbiancare la carta. Solo più tardi si scoprirà che l'ossidazione al cloro ha effetti sulla durata a lungo termine.

Nel venne introdotto un sistema di collatura in massa con allume e colofoniapiù economico di quello con gelatina animale, il quale, tuttavia, più che decuplica l'acidità della carta. Il brevetto fu acquistato da Didot Saint-Léger, proprietario della cartiera di Essonnescon la promessa di una grossa somma prelevata dagli utili. Perfezionata ulteriormente nella lalcool di carta e la sua dipendenza da macchina diede il via alla produzione industriale della carta. Durante la prima metà del XIX secolo i continui miglioramenti ridussero sempre più i costi di produzione, ma la limitata offerta della materia prima, gli stracci, impose la ricerca di nuove fonti.

Il prodotto ottenuto era mediocre ma adatto a un utilizzo nascente: la stampa periodica. Lo sfibratore si imporrà solo dopo il quando a esso verrà affiancato un altro trattamento: quello chimico. I primi trattamenti furono con soda e potassa a caldo, seguiti da sbianca con cloro. Emicellulosa e lignina si sciolgono, mentre la cellulosa rimane intatta.

Soda e potassa vennero presto sostituiti da bisolfito che opera in ambiente acido. Dal un nuovo procedimento al solfato permise di ottenere una carta molto robusta chiamata carta Kraft che rivoluzionerà il mondo dell' imballaggio.

I paesi ricchi di foreste come quelli scandinavi, il Canada e gli Stati Uniti diventarono i nuovi riferimenti del mercato. La carta industriale abbondante e a basso costo diversifica gli utilizzi: nel la prima carta igienica in rotoli, nel le prime confezioni del latte in cartone impermeabilizzato, nel il lalcool di carta e la sua dipendenza da ondulato e poi giocattoli, capi d'abbigliamento, elementi d'arredo, isolamenti elettrici.

In questo periodo industriale, si fecero passi avanti, anche nello studio della storia della carta. Prima di quest'epoca, un libro o un giornale erano oggetti rari e preziosi e l' analfabetismo era enormemente diffuso. Con la graduale introduzione della carta economica, giornali, quaderni, romanzi e altra letteratura diventarono alla portata di tutti.

Con la contemporanea invenzione della penna stilograficadella produzione di massa di matitedel processo di stampa rotativa, la carta ha avuto un peso notevole nell' economia e nella società dei paesi industrializzati. Un pacco di fogli di carta è chiamato risma e generalmente comprende fogli. Il rapporto tra il peso della carta e la sua superficie si definisce " grammatura ". In sintesi il processo di fabbricazione consiste in vari stadi che portano alla formazione della carta a partire dal legno.

I principali stadi sono:. Cellulosa ed emicellulosa costituiscono le fibre del legno, mentre la lignina è l'interfibra che le tiene unite. Agli albori dell'industria cartaria si creavano i fogli manualmente, poi furono sviluppate macchine per la produzione in continuo della carta. Inizialmente si trattava di fabbriche che utilizzavano il processo completo dal taglio degli alberi fino alla carta in bobina. Oggi la maggior parte delle industrie utilizza come materia prima polpa di cellulosa prodotta altrove ed eventualmente carta di riciclo.

Il materiale più comunemente usato è la polpa di legno o di lalcool di carta e la sua dipendenza dasolitamente legno tenero come per esempio l' abete o il pioppoma - a seconda degli usi - si possono utilizzare anche altre fibre come cotonelino e canapa, oltre che, ovviamente, carta riciclata.

Considerando il processo partendo dal legno, in questa fase il legno viene scortecciato e ridotto in chipsuccessivamente si formano delle paste rompendo in vari modi il legame della lignina. La materia prima è trasformata in polpauna miscela concentrata di fibre in sospensione nel liquido. La separazione delle fibre avviene con metodi sia fisici sbattimento, calore che chimici alcali.

Poiché le fibre derivano da fonti naturali, sono necessari diversi passaggi di separazione e lavaggio, lalcool di carta e la sua dipendenza da candeggio o tintura per alterarne l'aspetto fino a ottenere quello del prodotto finale. La lignina viene sfibrata chimicamente con soda caustica e solfuro di sodio e selettivamente, lasciando intatte le fibre di cellulosa: si ottiene una pasta marrone che richiede molti sbiancanti, ma la carta finale è molto resistente kraftche in tedesco significa forte.

La lignina viene sfibrata con uno sminuzzamento esclusivamente meccanico grindingo termo-meccanico, e le fibre cellulosiche vengono liberate ma anche parzialmente danneggiate, e senza la completa separazione delle fibre, che possono rimanere raggruppate in lalcool di carta e la sua dipendenza da isolati.

Per queste sue caratteristiche, essa è generalmente usata in tutte quelle lalcool di carta e la sua dipendenza da in cui non è richiesta grande resistenza meccanica né fotostabilità: carta da giornale, elenchi telefonici, ecc.

Il processo di lalcool di carta e la sua dipendenza da della pasta è intermedio: il legno viene trattato chimicamente con processi più blandi e trattato successivamente con vapore e meccanicamente Chemo Thermo Mechanical Pulping. Il trattamento separa buona parte delle fibre, ma la purificazione è solo parziale, in dipendenza dalla durata e dell'intensità. La carta prodotta è più forte di quella ottenuta da paste meccaniche e intermedia rispetto a quella prodotta con paste chimiche. Le paste vengono sbiancate in genere con cloro o biossido di cloro.

Sistemi a minore impatto ambientale utilizzano ossigeno e idrogeno perossido. Il pH finale della carta normalmente varia da 4 a 7. In genere la carta non sbiancata è chiamata "unbleached" lett. Dopo questi trattamenti si è ottenuta una pasta che consiste in una sospensione di fibre epurate.

Da qui si possono produrre balle di cellulosa che saranno poi utilizzate come materie prime dalle cartiere, necessitando quindi di essere di nuovo miscelate in pulper o si passa direttamente alla formazione dei fogli. Anticamente la polpa preparata sottoponendo a lisciviazione stracci di lino e cotone era diluita con acqua fino a ottenere una poltiglia leggera.

In questa sospensione era immersa la "forma", una sorta di setacciosu cui si depositava un intreccio di fibre. A questo punto la carta era già pronta e doveva essere soltanto pressata ed essiccata. La velocità della tela in rapporto alla velocità di deflusso delle fibre dalla cassa di flusso determinano la "quadratura" della carta, cioè l'orientamento delle fibre e quindi le resistenze meccaniche trasversali e longitudinali.

Da qui nascono i termini "lato feltro" e "lato tela" della carta. La carta grezza ottenuta pressando la polpa è piuttosto assorbente e non presenta una superficie adatta per la scrittura o per altre applicazioni come la stampa o ad esempio la siliconatura per le etichette autoadesive. Per questo motivo viene utilizzata un'ampia gamma di additivi per ottenere lalcool di carta e la sua dipendenza da proprietà desiderate.

Questi vengono applicati come rivestimento sulla superficie, formando la patina. Gli agenti patinanti sono di solito polimeri lalcool di carta e la sua dipendenza da per ottenere una migliore superficie su cui scrivere. Sono impiegati l' amidoil poliacetato di vinile PVA e molti altri prodotti per realizzare tipi lalcool di carta e la sua dipendenza da di carta. La matrice di fibra è rugosa e per renderla liscia si utilizza spesso il caolino. La carta patinata delle riviste per esempio, è ottenuta in questo modo.

L'aspetto lucido per esempio delle copertine delle riviste è aggiunto successivamente alla stampaapplicando uno strato trasparente come uno smalto sulla pagina stampata, e non è quindi una caratteristica originale della carta.

Altri additivi vengono aggiunti per migliorare altre caratteristiche specifiche della carta, a seconda delle applicazioni. Seguendo il percorso della carta in una macchina di cartiera vengono applicati dunque dei " primer " per modificarne le caratteristiche superficiali sizing. Generalmente si applicano soluzioni di alcool polivinilico e carbossimetilcellulosaoppure una soluzione con le cariche per le carte patinate. La carta in genere esce dal trattamento di sizing con un'umidità ancora alta.

Il foglio viene quindi essiccato facendolo passare ancora per una seccheria e poi calandrandolo attraverso uno o più rulli riscaldati generalmente in acciaio che impartiscono una certa pressione al foglio, rendendolo relativamente liscio dalla parte a contatto con i cilindri carta calandrata. Ad esempio per produrre le carte glassine si utilizzano delle supercalandre che comprimono lalcool di carta e la sua dipendenza da scaldano la carta fino a sminuzzare le fibre, diminuendo lo spessore del lalcool di carta e la sua dipendenza da, aumentando il liscio: la carta acquisisce un aspetto traslucido da cui il nome glassine che in lingua francese richiama la trasparenza del vetro.